Sconfiggere la timidezza

30 05 2008

Foto di arbron

E' stato un grosso problema per me durante la mia infanzia e adolescenza: ero di carattere introverso e per di più timido, una gran brutta combinazione. So cosa significa camminare per strada a testa bassa, e l'alzare lo sguardo spaurito solo per controllare se gli altri ti stanno guardando, con in testa solo la grande preoccupazione di capire cosa pensano di te. Conosco questa sensazione di sentirsi perennemente sotto esame da parte di tutto e tutti, così come la paura paralizzante che un qualsiasi passo falso comporterebbe un giudizio negativo, che appare come un pericolo molto reale...

Di natura molto riflessivo, ho tentato di analizzare il problema sotto vari punti vista per capire quale fosse la causa e come risolverlo. Ho sperimentato molti approcci fino a formarmi una mia idea (forse un pò inusuale) sull'argomento che mi ha portato a superarlo in larga misura.

I molti consigli che ho ricevuto e letto parlavano tutti di scarsa autostima e sicurezza in sè stessi, ma nessuno mi ha mai detto come fare effettivamente a liberarmi di quella pesante zavorra che inibiva la mia capacità di esprimermi liberamente in mezzo agli altri.

Ho già parlato di come la mente sia un formidabile strumento a tua disposizione, e a seconda di come venga usato può essere alternativamente il tuo più grande alleato o il tuo peggior nemico. Ci sono molti punti di vista con i quali si può osservare un problema: alcuni sono positivi e ti permettono di trovare la soluzione migliore, altri sono molto negativi e non fanno che peggiorarlo.Il

Il ruolo dell'autostima e della sicurezza in sè

Ad esempio, nel nostro caso non sono d'accordo nell'enfatizzare così tanto l'autostima e la sicurezza in sè stessi. L'autostima è un prodotto delle proprie azioni, quindi non ci sono tecniche che tengano se non l'esperienza e l'azione diretta. Inoltre, il fatto che la sicurezza in sè stessi sia un fattore tanto determinante non è altro che un mito: le persone veramente sicure sono molto poche, e anche quelle poche non lo sono in ogni momento. Sono due cose importanti certo, ma non sono il fattore primario che può curare la timidezza.

L'effetto più grave del focalizzarsi su di esse però, è che questo comporta un'ammissione implicita di "essere difettosi". Quando dici a te stesso che non hai abbastanza autostima, non stai facendo altro che dire: non valgo abbastanza! Come può questo aiutarti ad essere più sicuro di te?

Oltre l'autostima

No, il problema non è il valore effettivo della tua persona, è la percezione che hai di esso. La soluzione è essere coscienti di un semplice fatto: tu sei ok ADESSO, non sei una macchina difettosa che ha bisogno di pezzi di ricambio. Dentro di te hai già tutto quello che serve, sei una persona con propri interessi, pensieri, emozioni e un carattere che aspetta solo di essere espresso in ogni cosa che fai.

Il vero problema è il focalizzarsi troppo al proprio interno, al vivere nella propria testa creado paure e blocchi che non hanno nessuna attinenza con la realtà. Le relazioni sociali infatti, per essere vissute in modo sano richiedono di spostare la propria attenzione all'esterno verso l'altro.

Immergiti in situazioni sociali, esci dalla tua testa e focalizzati all'esterno, fai esperienza, impara a conosce le altre persone. Il vero processo per eliminare la timidezza consiste nella quotidiana diminuzione non nell'aumento: nel rimuovere gli ostacoli, i pensieri, che ti impediscono di manifestare liberamente la tua personalità.

Il tuo sentirti sempre giudicato, la tua paura di dire o fare la cosa sbagliata, il tuo sentirti a disagio in mezzo ad altre persone per un generale sentimento di inadeguatezza non sono altro che chiari esempi di seghe mentali.

Non barricarti dietro alla scusa dell'introversione: l'introversione è un orientamento psicologico, ma in realtà ognuno ha in sè la capacità di dirigere la prorpia attenzione all'esterno o all'interno di sè, quello che cambia è solo quello che si tende a fare normalmente. Tu puoi scegliere in ogni momento a cosa prestare attenzione.

In breve: tu sei ok adesso, perciò vivi nel presente!

Un'antica tecnica in aiuto

La tecnica di cui parlo è la meditazione, o come sarebbe più preciso chiamarla "contemplazione". Non è altro che un modo di essere in cui si esercita il controllo sulla propria mente in modo da poter vedere il mondo per come veramente è, non come ci appare filtrato attraverso innumerevoli convinzioni, condizionamenti e punti di vista parziali. In altre parole significa imparare a guardare ciò che ci circonda facendo fuori quei blocchi di cui parlavo prima, che è proprio quello che volevamo!

Non posso dilungarmi troppo sull'argomento, ma posso indicarti un paio di ottimi punti di partenza: "Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita" di Giulio C. Giacobbe e "Dovunque tu vada, ci sei già" di Jon Kabat-Zinn. Di solito non dò consigli sui libri, ma questi due sono davvero ottimi (e non prendo soldi da nessuno per dirlo).

Ultime parole

Non pretendo certo di avere la parola definitiva su un argomento tanto vasto come timidezza, nè tantomento di essere riuscito a comunicare tutto ciò che intendevo dire. Anzi, ci sarebbe state tante e tali cose da dire che questo post mi avrebbe preso un sacco di tempo e sarebbe stato piuttosto lungo... ammesso che fossi stato capace di organizzare tutti i miei pensieri in modo comprensibile a tutti.

In ogni caso spero di essere riuscito a farti riflettere e a darti un punto di partenza per raggiungere la libertà di essere te stesso senza la paura dell'opinione degli altri, questa è la cosa più importate!



Semplicità

24 05 2008

Foto di desi.italy

Le persone cercano e presuppongono la complessità, così quando si trovano di fronte a qualcosa di semplice, pensano che sia complicata e generano tutta una serie di teorie convolute che in pratica non funzionano, quando invece basterebbe accettare la realtà e fare qualcosa di semplice per risolvere il problema.

Quando Leonardo Da Vinci diceva "la semplicità è la sofisticazione ultima" si riferiva al processo di scoperta e comprensione di qualunque fatto della vita: si parte con una teoria semplice, quando si rivela inadeguata la si modifica e arricchisce sempre di più per inglobare nuove evidenze sperimentali fino a quando non si comincia a semplificare tornando ad una teoria semplice ma questa volta corretta, elegante, e senza fronzoli che va dritta al cuore del problema.

In pratica questo cosa comporta? Ogni volta che ti si presenta un problema, fermati e pensaci su. Potrebbe darsi che ci sia una soluzione a portata di mano molto semplice ma che in prima battuta non hai visto (forse perchè non volevi vederla).



Prendere decisioni e fiducia in sè stessi

15 05 2008


Foto di James Gordon

Ho già scritto a proposito delle seghe mentali, e di come il liberarsene spalanchi le porte per quella serenità e pace della mente che tutti cerchiamo. Ho già parlato di come per trovarla sia necessario accettarsi e vivere nel presente senza lasciare che la mente vaghi incontrollata nel passato o nel futuro, altrimenti si corre il rischio (molto reale) di perdere il contatto con la Realtà (che esiste solamente nel presente).

Il problema, da una parte si presenta quando pensiamo ossessivamente al passato (fino a sfociare alla depressione nei casi più gravi), dall'altra quando invece pensiamo ossessivamente al futuro cercando di pianificarlo in ogni minimo dettaglio. Io sono soggetto (come moltissimi altri) a questo tipo di problema, ma per un certo periodo di diversi anni fa ho capito questo stesso concetto in maniera intuitiva e ho avuto un assaggio di quella che posso solo definire come serenità. Poi l'ho dimenticato... fino ad ora, che sono riuscito anche a capirlo a livello cosciente.

La chiave è prendere decisioni quando è il momento. Attenzione, non sto dicendo che non bisogna pianificare il futuro (fino ad un certo punto è consigliabile), ma solo che il cercare di organizzarlo in ogni minimo dettaglio è solo fonte di frustrazione. Non solo, è anche perfettamente inutile perchè ci sono così tanti fattori in gioco che per concepire un piano decente siamo costretti ad assumere le condizioni in cui ci troveremo, per poi venire puntualmente smentiti dalla realtà. Se hai mai provato a prepararti un discorso da fare ad una persona sai quello che intendo...

Secondo me, un modo sano di prendere decisioni è quello di limitare la pianificazione a stabilire la direzione in cui si vuole andare per poi risolvere i problemi mano a mano che si presentano, al momento.

Il tutto si riconduce al concetto di fiducia in sè stessi, che significa non sentire troppo il bisogno di pianificare o di iperanalizzare il passato, nel sapere che quando verrà il momento saprai prendere la decisione migliore e che, in ultima analisi, ogni giorno sarai comunque una persona migliore del precedente.

L'avere questa consapevolezza e il liberarsi del pensiero ossessivo è un ottimo modo per trovare la pace della mente che sola ti permette di esprimere tutto il tuo potenziale.

"Il fatto è che non è il pensiero che può risolvere un problema reale, ma soltanto l’azione."
G.C.Giacobbe (Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita)




Essere sè stessi

11 05 2008

Essere sè stessi è molto difficile. La sfida che ognuno si trova ad affrontare è superare le proprie paure, inibizioni e condizionamenti per esprimere fino in fondo sè stessi. In definitiva è la millenaria lotta per la libertà. Libertà non solo dalle costrizioni che ci vengono dall'esterno, ma anche e soprattutto dalle limitazioni che ci poniamo da soli.

Già, perchè in ogni contesto ci ritroviamo a "modulare" il nostro comportamento in base alla situazione in cui siamo. Se da una parte è una regolazione necessaria (basti pensare alle regole implicite che ci sono in ogni situazione, le cosiddette convenzioni sociali), dall'altra dobbiamo stare attenti a non cadere nella trappola dell'analisi ossessiva che porta con sè il marchio indelebile dell'insicurezza.

Abbi fiducia in te e nella tua personalità, portala allo scoperto e manifestala in ogni cosa che fai senza paure o esitazioni, questo significa essere veramente liberi.