Alcuni modi per superare la depressione

21 12 2007



Foto di Cristiane Sousa.

Il guaio con gli stati depressivi è che si assume una visione pessimistica e si guardano gli eventi positivi senza vederli.

Un buon modo per facilitare il recupero è tenere un diario della gratitudine, e poi tirarlo fuori quello che hai scritto quando serve. Quando non vedi gli eventi positivi, rileggiti quello che hai scritto quando li vedevi e concedi a te stesso di ricordare il quadro generale.

Un altro modo, dato che chi è depresso è molto incentrato su sè stesso e sui propri problemi (il più delle volte ingigantiti) è utile cercare di "uscire dal bunker" e dare una mano a qualcuno. Magari chiamando un amico che non senti da tanto tempo, o magari aiutando la proverbiale vecchietta ad attraversare la strada. Le azioni altruistiche ti fanno sentire bene.

Per esempio per me questo blog adempie ad entrambi gli scopi (tra le altre cose) ;-)

Chi ha altre idee ed esperienze su come superare gli stati depressivi?




Trackbacks


Nessun Trackbacks

Commenti

Mostra commenti (Cronologicamente | Per argomento)
22 12 2007
#1 Elenmire (Rispondi)

*Sulla scia delle azioni altruistiche ma allargando il discorso... STANCARSI! Fare una bella lista di cose da fare, pescando nel mucchio di progetti che si rimandano sempre (dalla tinteggiature delle pareti, alla pulizia di casa, macchina, armadi, cantina, giardino, hard disk del pc...) ma anche pianificandone di nuovi se non bastano quelli vecchi.
Si va a letto stanchi e soddisfatti. Il giorno dopo (o più giorni dopo) si potrà affrontare il proprio stato con serenità e risolutezza. Quando mi sento giù, questo metodo funziona sempre.
23 12 2007
#1.1 Manuel (Rispondi)

*Grazie Elenmire per il tuo contributo!

In pratica tenersi occupati, e se possibile (come suggerisci tu) in modo produttivo. Un'ottima idea.
22 01 2008
#1.1.1 Tuuto e niente (Rispondi)

*Sì, sono d'accordo anche perchè chi è depresso tende per definizione a rimuginare a vuoto, a rimanere agganciato ai propri pensieri che sono negativi.

E' un circolo vizioso che funziona in questo modo:

1. Stato d'animo negativo che inizia causa una condizione fisiologica, oppure un dispiacere, per esempio dato da una difficoltà di rapporto.
2. Lo stato si trasforma alla prima occasione in un pensiero negativo su di sè o/e su un aspetto della realtà.
3. Questo pensiero rinforza e amplifica lo stato d'animo negativo, che viene percepito come tristezza, svogliatezza, umore nero e si sente o si risponde inavveritamente al bisogno di pensare ancora. E' come rimanere impantanati in un solco nel terreno.
4. ... e via di questo passo si arriva ad avere perfino pensieri suicidi, che non hanno nessuna consistenza e giustificazione nella realtà, ma sono cose che abbiamo creato nella nostra mente e a cui abbiamo dato tanto spazio da percepirle come reali.
5. A questo punto siamo così ingannati da noi stessi da non distinguere più nemmeno tra un pensiero e un'emozione negativa. Tuuto è confuso e le convinzioni sulla realtà che ci siamo formati negli anni e che sono frutto della cultura e dell'educazione familiare sono rese così assolute da non essere mai in discussione e si è in un baratro.

Non ricordo che ha detto che un pensiero genera un'azione, un azione genera un abitudine e UN ABITUDINE GENERA UN DESTINO.

Si può vedere il bicchiere 1/2 vouto o 1/2 pieno ed è un questione non di punti di vista ma di scelta. Le difficoltà possono essere viste come occasioni per imparare e studiare sè stessi in modo da non attaccarsi ai propri limiti, oopure come qualcosa che ci piove dal cielo, come undestino appunto. Dipende se abbiamo voglia di smettere di lamentarci i ci fa comodo restare dove siamo trovando facili scuse per non FARE quello che c'è da fare.

Quando si è giù è meglio fare qualcosa per aiutarsi a non rimuginare. Un cinema, una passeggiata, pulire la casa o cucinare qualcosa...e se non riesce pazienza. Il primo passo per affrontare le cose è anche accettarle per quello che sono.

E per fare questo ed osservare se stessi con neutralità e per capirsi non c'è bisogno di corsi e aiuti dai tanti spilla soldi che ci sono in giro.
22 01 2008
#1.1.1.1 Manuel (Rispondi)

*Ben detto, e aggiungerei anche che prima ancora di andare a consultare esperti (in quel caso mi orienterei su dei professionisti), provare a parlare della situazione con qualche amico o amica... nella maggior parte dei casi aiuta molto (anche per questioni puramente neurologiche).
27 06 2008
#2 fabrizio (Rispondi)

*Non so come si esce dalla depressione perchè ci sono dentro e sembra non finisca mai...
06 07 2008
#2.1 Manuel (Rispondi)

*Scusa fabrizio della risposta "leggermente in ritardo", mea culpa :-)

E' difficile dare una soluzione immediata, anche perchè penso che non ce ne siano (apparte il proverbiale colpo di bacchetta magica).

Quello che però posso dirti è che secondo la letteratura e secondo la mia esperienza la depressione deriva dal fatto di focalizzare (per lo più inconsapevolmente) la propria attenzione nel passato verso fatti ed esperienze negative.

Spesso la saggezza popolare ci azzecca e anche in questo caso è così: "devi distrarti". Facile a dirsi ma non a farsi dato che spesso l'attenzione continua a scivolare nel passato e provocare questo stato.

La soluzione sta nel cercare di riprendere il controllo cosciente della propria consapevolezza. Chiediti spesso: a cosa sto pensando? A cosa sto rivolgendo la mia attenzione? E quando ti scopri a pensare alle cose sbagliate allora concentrati deliberatamente su ciò che ti circonda, in pratica sul presente. Puoi facilitare la cosa mettendoti in situazioni e luoghi ricchi di "distrazioni" in cui è più facile prestare attenzione (meglio che abbandonarsi sul letto in camera propria).

Anche quello di Meg è un buon consiglio: ricordarsi anche del lato positivo delle cose e di quello che hai fatto di buono fino ad oggi,

Spero di esserti stato di aiuto! :-)
27 07 2008
#2.2 Angela (Rispondi)

*Se ti può consolare... non sei il solo...! Almeno tu lo riconosci, io non accetto neanche questa realtà così evidente.
04 08 2008
#2.2.1 Manuel (Rispondi)

*Cioè non accetti di essere depressa? Accettare lo stato di cose attuale è il primo necessario passo verso il miglioramento. Come si può intraprendere un viaggio verso una meta senza sapere dove ci si trova in questo momento?

Sei depressa? E allora? E' forse un delitto o un qualche genere di "malattia"? No, semplicemente sei caduta nell'abitudine di rivolgere la tua attenzione alle cose sbagliate. Rieducarsi è questione di perseveranza e disciplina, niente di impossibile.

Uscirne è possibilissimo e sono certo che ce la farai :-)
05 07 2008
#3 Meg (Rispondi)

*Penso che un bell'elenco di tutte le cose portate a termine con successo sia ottimo.
In qualche modo cercare di vedere che si è riusciti a fare qualcosa di buono e che sia indispensabile lavorare ad altro per migliorarsi.
Il volontariato aiuta ma bisogna stare attenti nel caso in cui qualcuno abbia lo stesso nostro problema, potrebbe causarci maggiori difficoltà (anche se dipende dai vari caratteri).

Aggiungi Commento


Enclosing asterisks marks text as bold (*word*), underscore are made via _word_.
Standard emoticons like :-) and ;-) are converted to images.

To prevent automated Bots from commentspamming, please enter the string you see in the image below in the appropriate input box. Your comment will only be submitted if the strings match. Please ensure that your browser supports and accepts cookies, or your comment cannot be verified correctly.
CAPTCHA

Pavatar/Gravatar/Favatar/MyBlogLog author images supported.