[Story] Come superare gli esami senza studiare
18 01 2008By Scott Young
Traduzione a cura di Manuel Paccagnella
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Non sono mai stato molto propenso a studiare prima di un esame. Raramente studio per più di mezz’ora, perfino per difficili esami finali che valgono più di metà della mia laurea. Quando studio, di solito dò solo un’occhiata al materiale, e mi faccio poche domande pratiche: per alcuni dei miei corsi di matematica devo ancora fare un singolo esercizio per casa. La maggior parte delle persone si imbottisce la testa di nozioni prima di entrare nell’aula d’esame, mentre io considero lo studio non più di un blando riscaldamento prima di correre.
Nonostante alcuni potrebbero ritenerle delle orribili abitudini di studio, sono sempre andato molto bene a scuola. Ho avuto la seconda media più alta cono onori della mia classe alle superiori, tutti e quattro gli anni. I miei primi voti all’università sono stati due A+ e un A per calcolo, computer science e storia antica dell’Asia, tutti corsi con alte percentuali di fallimento. Ho anche vinto un esame nazionale di chimica per un distretto di tre province, che non sapevo nemmeno di dover svolgere fino a che non sono stato chiamato e mi è stato detto di cominciare.
E’ molto facile guardare ai miei successi e alla mia apparente mancanza di sforzo, e concludere subito che è un dono innato, impossibile da replicare. Stronzate. Penso che, sia io che chiunque altro sia in grado di produrre questi risultati, semplicemente abbia una strategia più efficace per imparare. Con il mio sistema di studio, hai solo bisogno di sentire o leggere qualcosa una volta per impararlo. E il bello è che questo sistema può essere imparato.
Reti e scatole
Il sistema che uso per studiare lo chiamerò apprendimento olistico (holistic learning). Ma per apprezzare appieno cosè l’apprendimento olistico, dobbiamo gettare uno sguardo al suo opposto: l’apprendimento "a compartimenti stagni". Virtualmente tutto lo studio viene fatto da qualche parte tra il completamente olistico e il completamente compartimentalizzato. Sebbene le persone raramente siano esattamente ad un estremo, quelle che sono più vicine allo studiare per compartimenti avranno bisogno di riempirsi la testa e studiare per ore solo per sperare di superare un esame, dove invece quelle più vicine all’apprendimento olistico possono spesso respirare tranquillamente sotto pesanti carichi di studio.
Le persone che apprendono per compartimenti, cercano di organizzare la loro mente come uno schedario: imparata una nuova equazione chimica, queste persone cercheranno di archiviare quell’informazione vicino ad altre formule chimiche, fiduciosi che così ci inciamperanno sopra quando ne avranno bisogno. Gli studenti compartimentalizzati avranno cassetti distinti per scienze, matematica, storia e arti linguistiche. Mettono tutte le cose che conoscono in piccole scatole.
L’apprendimento olistico ha un approccio diverso: non si impara olisticamente cercando di ricordare informazioni ripetendole e usando la forza. Gli studenti olistici, invece, organizzano le loro menti come delle reti. Ogni pezzo di informazione è un singolo punto, e quel punto è coscientemente relazionato con tonnellate di altri punti della rete. Non ci sono scatole in questa forma di apprendimento. La scienza diventa letteratura, che diventa economia, eccetera. Argomenti distinti possono aiutare quando vai a lezione, ma uno studente olistico non vede mai le cose in compartimenti stagni.
Quando arriva il periodo degli esami (o qualunque altra applicazione pratica della loro conoscenza), gli studenti compartimentalizzati devono sperare di aver cacciato con sufficiente tenacia le informazioni nella propria testa, in modo da poterle richiamare durante l’esame. Gli studenti olistici fanno l’opposto, devono solo cominciare da un punto della loro rete e possono usare quella rete per girare e trovare tutte le informazioni associate di cui hanno bisogno.
Al concorso di chimica che ho vinto, non possedevo oltre la metà delle informazioni necessarie per passare il test. Dato che la mia rete era così pesantemente interconnessa, anche se mi mancava un nodo avevo comunque buone chance di indovinare cosa contenesse. Questo vuol dire che in un test a risposte multiple di cui capisco solo un terzo di quello che la domanda chiede, sono ancora in grado di eliminare risposte scorrette. Passare un test di cui attualmente non conosci oltre metà delle risposte sembra impossibile, ma non per uno studente olistico.
L’apprendimento per compartimenti è un esercizio di pazzia. Una strategia comparabile sarebbe se gli utenti del web non usassero nessun link. Così, per trovare ogni informazione, puoi solo tentare di scrivere un indirizzo nel tuo browser, sperando che l’informazione salti fuori. Studiare, per questi studenti è come predisporre migliaia di nomi di dominio che puntano tutti alla stessa informazione, così fiduciosamente arriveranno nel posto giusto solo provando abbastanza. Non solo è un modo inefficace di studiare quando viene un esame, servono anche ore per metterlo in piedi.
Veramente poche persone apprendono puramente in questa maniera. Per la maggior parte, in un certo grado manipolano olisticamente reti di informazioni, ma sfortunatamente le loro reti non sono abbastanza interconnesse: ogni argomento generalmente ha una rete abbastanza distinta, e ogni unità di informazione ha solo una o due associazioni. E’ come cercare di navigare in internet quando ogni pagina ha solo uno o due link esterni. Possibile, ma molto al di là dall’essere efficiente.
Se osservi la struttura del tuo cervello, ti sarà subito chiaro perchè l’apprendimento a comparimenti, organizzato come nei sistemi a directory dei computer, non funziona. Il tuo cervello è esso stesso una rete di neuroni. Creare centinaia di associazioni tra idee, significa che non importa da dove cominci a pensare, alla fine puoi sempre arrivare alle informazioni che ti servono. Se una strada è chiusa per qualche ragione, puoi prendere una delle altre centinaia di alternative.
Massimizzare il tuo apprendimento olistico
Capire l’apprendimento olistico è una cosa, metterlo in pratica un’altra. Io ho studiato molto vicino all’estremo del completamente olistico per così tanto tempo che la mia rete è molto ben interconnessa. Ma se non hai veramente intessuto la tua rete, allora il modo migliore per aumentare la tua abilità di apprendere è di cominciare ora.
Ecco un po’ di suggerimenti su come puoi interconnettere al meglio la tua rete:
1) Fatti domande
Quando stai imparando qualcosa, puoi fare associazioni semplicemente ponendoti delle domande. Come è legata questa informazione a quello che sto studiando? Com’è collegata alle altre cose che so già? Come si relaziona con altri argomenti, storie o osservazioni?
Sii creativo e prova a trovare differenti punti di riferimento per ogni idea che acquisisci. Capisci non solo in cosa idee diverse sono simili, ma anche perchè sono come sono. Non appena questa diventa un’abitudine scoprirai di ricordare automaticamente le informazioni, perchè si inseriranno nella tua rete di concetti compresi. Dopo che hai sentito qualcosa, chiediti se l’hai “capita” in caso tu non possa tornare indietro e farti ulteriori domande su come inserirla.
2) Visualizza e Diagramma
Uno dei migliori modi di cominciare a praticare l’apprendimento olistico è cominciare a disegnare diagrammi che associano i concetti che stai assimilando. Meglio di prendere appunti durante una lezione, è disegnare una figura di come quello che stai imparando si collega con qualsiasi altra cosa che hai già assimilato. Una volta che sarai diventato bravo in questo, sarai in grado di visualizzare i diagrammi senza bisogno di tracciarli, ma comincia a disegnarli per fare pratica.
Quando cerco di capire economia, spesso mi aiuto visualizzando le relazioni tra differenti fattori. Vedo cicli di denari, prodotti interni lordi e livelli di prezzo come strutture che combinano tutti i differenti elementi. Se non riesci immediatamente a creare immagini vivide delle informazioni, prova a disegnarle prima.
3) Usa metafore
Tutto quello che impari dovrebbe essere immediatamente tradotto in una metafora che già comprendi. Quando lessi “Il Principe” di Niccolò Macchiavelli, compresi i suoi scritti collegando tutti gli esempi di governo e guerra che offriva, ad aree di business e relazioni sociali che avevo già compreso.
Mentre la visualizzazione crea piccole reti che si interconnettono all’argomento, le metafore creano grandi trame che si collegano a idee completamente differenti. Potrai anche non realizzare come quell’articolo di un blog sul fitness che hai letto due settimante fa sia legato alla matematica, ma attraverso la creazione di metafore avrai un’enorme riserva di informazioni disponibili quando ne avrai bisogno.
4) Sentilo
Un’altra tecnica che ho sperimentato per migliorare il mio apprendimento olistico è sentire attraverso le tue idee. Questo è un pò più difficile da spiegare, ma l’idea base è che invece di associare un’idea ad un’immagine o ad un’altra metafora, la associ con una sensazione. Io sono uno di quelli che ragiona in modo visivo (ndT: sulle varie modalità cognitive si veda questo pdf), e l’ho trovato inefficace per molti tipi di dati, ma è veramente d’aiuto per dati che sono altrimenti difficili da relazionare.
Ho usato questo processo per ricordare facilmente il procedimento per calcolare il determinante di una matrice. Per chi mastica un po’ di matematica, probabilmente saprà che il determinante di una matrice 2*2 è essenzialmente la diagonale di sinistra meno la diagonale di destra. Io sono stato in grado di associare questa informazione nella mia rete attraverso la sensazione di immaginare come sarebbe muovere le mie mani attraverso ogni diagonale della matrice. Questo è un’esempio molto semplificato, ma associare le idee a sensazioni può essere veramente utile.
5) Nel dubbio, collegalo o fissalo
Domande, visualizzazioni, metafore e sensazioni dovrebbero coprire circa il 99% delle informazioni che hai bisogno di assimilare, sono i metodi più efficaci per correlare idee. Ma se hai ancora bisognio di memorizzare alcune informazioni che non riesci a capire o relazionare, la tua salvezza possono essere i sistemi “link” e “peg”.
Spiegare questi metori mnemonici è al di là dello scopo di questo articolo, ma l’idea di base del sistema “link” è di creare un’immagine “matta” e vivida, che collega due idee apparentemente separate, in modo da forzare una connessione tra di loro. Il sistema “peg” fa un passo oltre, creando un semplice sistema fonetico per archiviare numeri e date. Puoi saperne di più su questi sistemi qui.
Piccole strade e superautostrade
Una rete efficace dovrebbe correlare pesantemente idee dello stesso argomento, ma dovrebbe anche avere collegamenti che si estendono ad aree completamente differenti. Mi piace pensare a questi due approcci come al confronto tra piccole strade di campagna e superautostrade. Ti servono molte strade piccole ed economiche per interconnettere aree vicine, e poche superautostrade per connettere città distanti.
Quando studiavo storia, ho creato piccole strade che collegavano diversi aspetti di un particolare periodo e cultura con sè stesso, relazionando i risultati artistici della dinastia Song con la loro situazione politica. Ma ho anche creato autostrade e superautostrade: ho comparato la Cina Song all’India e alla politica degli Stati Uniti.
Molte persone costruiscono tante piccole strade ma dimenticano le autostrade. Capiscono bene le cose all’interno di un determinato argomento, ma non sono in grado di collegare quel constesto al di fuori dell’aula. L’Amleto è uno dei miei lavori letterari preferiti, perchè nell’aula dove l’ho imparato, il nostro insegnante dava molto aiuto per creare superautostrade: abbiamo discusso di come aspetti di Amleto fossero legati alle nostre vite, alla politica e ad aree completamente differenti: come risultato ricordo molto di più di quell’opera che di praticamente ogni altro lavoro di letteratura che ho studiato.
La fine dello studio
Studiare dovrebbe essere come il riscaldamento prima di una grande gara, non il modo di mettersi in forma. Ho detto una piccola bugia quando ho scritto il titolo di questo articolo: io studio. Ma non lo faccio per le stesse regioni per cui lo fanno le altre persone: lo faccio per assicurarmi che la mia rete funzioni, non per comiciare a costruirla. Persino quando studio, faccio solo un veloce ripasso, non passo mai un’intera nottata ad “imbottirmi” il cervello.
Alcuni di voi potrebbero leggere questo articolo, e cominciare a pensare che preoccuparsi di disegnare diagrammi e pensare attivamente a metafore per praticare l’apprendimento olistico, porti via semplicemete troppo tempo. Credo che sia vero l’opposto. Ho risparmiato un sacco di tempo usando queste tecniche, così l’università è diventata solo un investimento minore, in termini di tempo, in confronto al resto del lavoro che faccio ogni giorno. Pratica l’apprendimento olistico e spenderai meno tempo imbottendoti di nozioni e di più ad imparare veramente.
UPDATE: L'autore dell'articolo, Scott Young, ha in seguito rilasciato un piccolo ebook sull'argomento (in inglese) per chi volesse approfondire l'argomento. E' anche in lavorazione un vero e proprio libro che presumibilmente verrà rilasciato questa estate (2008). Nel frattempo, sto approfondendo la materia e sperimentando... stay tuned!
Categorie : Educazione
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