Prendere decisioni e fiducia in sè stessi

15 05 2008


Foto di James Gordon

Ho già scritto a proposito delle seghe mentali, e di come il liberarsene spalanchi le porte per quella serenità e pace della mente che tutti cerchiamo. Ho già parlato di come per trovarla sia necessario accettarsi e vivere nel presente senza lasciare che la mente vaghi incontrollata nel passato o nel futuro, altrimenti si corre il rischio (molto reale) di perdere il contatto con la Realtà (che esiste solamente nel presente).

Il problema, da una parte si presenta quando pensiamo ossessivamente al passato (fino a sfociare alla depressione nei casi più gravi), dall'altra quando invece pensiamo ossessivamente al futuro cercando di pianificarlo in ogni minimo dettaglio. Io sono soggetto (come moltissimi altri) a questo tipo di problema, ma per un certo periodo di diversi anni fa ho capito questo stesso concetto in maniera intuitiva e ho avuto un assaggio di quella che posso solo definire come serenità. Poi l'ho dimenticato... fino ad ora, che sono riuscito anche a capirlo a livello cosciente.

La chiave è prendere decisioni quando è il momento. Attenzione, non sto dicendo che non bisogna pianificare il futuro (fino ad un certo punto è consigliabile), ma solo che il cercare di organizzarlo in ogni minimo dettaglio è solo fonte di frustrazione. Non solo, è anche perfettamente inutile perchè ci sono così tanti fattori in gioco che per concepire un piano decente siamo costretti ad assumere le condizioni in cui ci troveremo, per poi venire puntualmente smentiti dalla realtà. Se hai mai provato a prepararti un discorso da fare ad una persona sai quello che intendo...

Secondo me, un modo sano di prendere decisioni è quello di limitare la pianificazione a stabilire la direzione in cui si vuole andare per poi risolvere i problemi mano a mano che si presentano, al momento.

Il tutto si riconduce al concetto di fiducia in sè stessi, che significa non sentire troppo il bisogno di pianificare o di iperanalizzare il passato, nel sapere che quando verrà il momento saprai prendere la decisione migliore e che, in ultima analisi, ogni giorno sarai comunque una persona migliore del precedente.

L'avere questa consapevolezza e il liberarsi del pensiero ossessivo è un ottimo modo per trovare la pace della mente che sola ti permette di esprimere tutto il tuo potenziale.

"Il fatto è che non è il pensiero che può risolvere un problema reale, ma soltanto l’azione."
G.C.Giacobbe (Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita)




Essere sè stessi

11 05 2008

Essere sè stessi è molto difficile. La sfida che ognuno si trova ad affrontare è superare le proprie paure, inibizioni e condizionamenti per esprimere fino in fondo sè stessi. In definitiva è la millenaria lotta per la libertà. Libertà non solo dalle costrizioni che ci vengono dall'esterno, ma anche e soprattutto dalle limitazioni che ci poniamo da soli.

Già, perchè in ogni contesto ci ritroviamo a "modulare" il nostro comportamento in base alla situazione in cui siamo. Se da una parte è una regolazione necessaria (basti pensare alle regole implicite che ci sono in ogni situazione, le cosiddette convenzioni sociali), dall'altra dobbiamo stare attenti a non cadere nella trappola dell'analisi ossessiva che porta con sè il marchio indelebile dell'insicurezza.

Abbi fiducia in te e nella tua personalità, portala allo scoperto e manifestala in ogni cosa che fai senza paure o esitazioni, questo significa essere veramente liberi.



Tenacia

24 04 2008


Foto di notsogoodphotography

Sarebbe bello un mondo in cui ogni tuo desiderio possa avverarsi senza il minimo sforzo in un istante, un mondo in cui ti riesce sempre ogni cosa al primo colpo. Purtroppo (o per fortuna) non viviamo in questo mondo ideale, nel mondo reale molto spesso per le cose che veramente contano occorre spendere fatica e tempo considerevoli.

Chi si arrende subito e non ha la disciplina per INSISTERE nonostante le difficoltà raramente otterrà risultati degni di nota. Ma attenzione, tenacia significa costanza nel perseguire con tutte le proprie forze uno scopo, non tentare cocciutamente qualcosa che non funziona ancora e ancora sperando che l'esito cambi. Anche qui, come in moltissime altre occasioni, troviamo un preziosissimo criterio guida: l'EQUILIBRIO.

Se vuoi ottenere qualcosa (per esempio una nuova capacità) tenta in un modo, se non riesci insisti e se dopo qualche tentativo è chiaro che la strada è sbagliata cambia strategia ma continua con tenacia a perseguire il tuo scopo senza farti scoraggiare dalle avversità.

Quella della tenacia è una virtù che si applica in ogni campo della vita e può essere appresa fin da bambini attraverso discipline come lo sport, la musica, le arti marziali (Kung Fu significa "duro lavoro affrontato con dedizione"). Discipline in cui è necessario impegnarsi, faticare, provare e riprovare fino a raggiungere quella che solo pochi riescono anche solo a sfiorare: la Maestria.



Qualcuno con cui parlare

22 04 2008


Un'altra di quelle cose ovvie per qualcuno, e totalmente oscure ad altre: parlare con qualcuno delle proprie preoccupazioni può essere di grande conforto.

Personalmente la mia tendenza (ancora adesso perlopiù) è quella di cavarmela da solo senza coinvolgere altre persone, solo dopo molto tempo ho capito che anche per il solo fatto di parlarne i problemi si ridimensionano da soli, senza contare l'importante fatto che una persona fidata può consigliarti.

In generale, la tendenza a tenersi dentro i problemi è comune tra gli uomini mentre le donne tendono ad aprirsi con gli altri. Da un punto di vista biochimico questo è dovuto al fatto che l'ossitocina (l'ormone dello stress che ha un effetto calmante e spinge a cercare gli altri) è prodotta in quantità maggiore dalle donne. Non solo, gli estrogeni (gli ormoni sessuali femminili) accentuano l'effetto dell'ossitocina, mentre gli androgeni (gli ormomi sessuali maschili) invece ne limitano l'efficacia.

In ogni caso l'efficacia del conforto di persone care è indubbio, per cui anche se sei il classico lupo solitario sappi che hai questa grande opportunità se lo desideri.


La zuppa calda

21 04 2008


Foto di rick

Un giorno, due viaggiatori affamati si fermarono ad una locanda e ordinarono da mangiare. Si sedettero l'uno di fronte all'altro e poco dopo arrivarono due ciotole di zuppa fumante.

Il primo assaggiò una cucchiaiata di zuppa, disse: "squisito!" e continuò a mangiare con entusiasmo. Il secondo invece, quando assaggiò la prima cucciaiata pensò: "squisito", ma invece di mangiare e godersi il suo cibo si mise a rimuginare su come era stata preparata quella zuppa: "probabilmente sono gli ingredienti di prima qualità, ma potrebbe essere anche stata la preparazione, forse entrambe le cose. Anche il tipo di legno della ciotola potrebbe contribuire al darle questo gusto", a quel punto si mise a osservare la ciotola. "La temperatura sembra ottimale a diffondere il suo profumo e solleticare anche l'olfatto e non solo il gusto. Mi domando se il riuscire a catturare tutti i sensi sia la chiave per un Piatto Perfetto."

Il primo viandante finì la sua zuppa, si pulì la bocca e appoggiandosi allo schienale della sedia con un'espressione soddisfatta guardò l'amico di fronte a sè: aveva l'espressione assorta e la ciotola mezza piena era ormai fredda. "Mio buon amico, perchè non hai finito la tua zuppa?", e l'altro rispose "Oh! Beh, ormai si è raffreddata, peccato. Stavo pensando al gusto di questa squisita zuppa, tanto che mi sono persino dimenticato la fame!".

Il primo viandante scosse la testa, un sorriso affiorò sul suo volto "vedi caro amico, il tuo problema è che pensi troppo. Sei talmente preso dai tuoi pensieri che ti lasci sfuggire la realtà tra le dita come fosse sabbia, come puoi capire il mondo se non gli presti attenzione? Voglio darti un consiglio prima che me ne vada a dormire: prima devi SENTIRE, poi CAPIRE." Il pensieroso rimase a bocca aperta mentre il suo compagno di viaggio si alzò dalla tavola...



Azione e Stato

18 04 2008

Con stato intendo il tuo stato psico-fisico, come ti senti, il tuo umore e tutto il resto. Sarai d'accordo con me quando dico che il tuo stato interiore influenza tutto quello che fai: se stai bene con te stesso e sei di buon umore hai una marcia in più nel fare quello che devi, mentre se sei depresso o di malumore invece sarai meno avvantaggiato.

Se da una parte lo stato influenza l'azione, l'azione non dipende dallo stato. Per alcuni può suonare ovvio, per altri (compreso me) è una distinzione che non era molto chiara. Il rimandare qualcosa perchè non ci si sente "in vena" molte volte è solo una scusa per crogiolarsi nell'apatia. O almeno, è vero per me. 



Amare l'imperfezione

18 04 2008


Foto di Inalaf

Quale integerrimo perfezionista, la possibilità di amare l'imperfezione era chiaramente inconcepibile. Tuttavia molto spesso mi sentivo frustrato, mi perdevo in particolari di poco conto e riuscivo a concludere ben poco laddove altri riuscivano a cavarsela senza troppi problemi. Riflettendoci ho capito ad un certo punto che il problema era la mia inflessibilità.

La mia tendenza è sempre stata l'inseguimento della "big picture", della visione d'insieme. Infatti in ogni momento quello che mi ritrovo a fare è cercare di generalizzare ogni mio pensiero per estrarne dei modelli e delle leggi "universali". Questo naturalmente a volte mi genera confusione perchè non è affatto facile raggiungere questa visione d'insieme, soprattutto all'inizio quando si hanno pochi elementi su cui lavorare. E da qui la frustrazione del non riuscire a capire, dell'avere per le mani tanti pezzi di un puzzle senza sapere come metterli insieme.

La frustrazione a lungo andare mi ha spinto a interrogarmi su questo mio modo di pensare, e allora mi sono accorto che per un buon 90% del tempo occorre lavorare con modelli e visioni incomplete del mondo. Se volevo migliorare la situazione dovevo imparare a muovermi nell'imperfezione, in altre parole ad accettarla.

E questa consapevolezza è stata una liberazione.