Usa la testa!

07 06 2008

Foto di gaetan lee

Il cervello è lo strumento più potente a nostra disposizione e tristemente anche quello solitamente trascurato dai più. Troppo spesso le risposte ai problemi che ci troviamo di fronte non sono altro che risposte preconfezionate, vuoi per influenze esterne, vuoi per pigrizia mentale.

Io propongo di riprendere l'abitudine di utilizzare il proprio cervello ogni volta che ne abbiamo l'occasione: ogni problema che ti si presenta, domandati "come posso fare per risolverlo?".

Se prendi questa abitudine ti accorgerai di quanto spesso siamo vittime inconsapevoli della pigrizia, vedrai che la gente molto spesso invece di usare la testa si guarda intorno con lo sguardo smarrito in cerca della risposta invece che trovarla con le proprie forze. E il bello è che queste persone credono di prendere le decisioni da soli!

Non che ci sia nulla di male nell'utilizzare idee ed esperienze altrui quando funzionano, il guaio è quando non ce ne rendiamo conto e diventiamo incapaci di formulare pensieri propri.

Parole d'ordine: pensiero critico, usa la testa!



Semplicità

24 05 2008

Foto di desi.italy

Le persone cercano e presuppongono la complessità, così quando si trovano di fronte a qualcosa di semplice, pensano che sia complicata e generano tutta una serie di teorie convolute che in pratica non funzionano, quando invece basterebbe accettare la realtà e fare qualcosa di semplice per risolvere il problema.

Quando Leonardo Da Vinci diceva "la semplicità è la sofisticazione ultima" si riferiva al processo di scoperta e comprensione di qualunque fatto della vita: si parte con una teoria semplice, quando si rivela inadeguata la si modifica e arricchisce sempre di più per inglobare nuove evidenze sperimentali fino a quando non si comincia a semplificare tornando ad una teoria semplice ma questa volta corretta, elegante, e senza fronzoli che va dritta al cuore del problema.

In pratica questo cosa comporta? Ogni volta che ti si presenta un problema, fermati e pensaci su. Potrebbe darsi che ci sia una soluzione a portata di mano molto semplice ma che in prima battuta non hai visto (forse perchè non volevi vederla).



Essere sè stessi

11 05 2008

Essere sè stessi è molto difficile. La sfida che ognuno si trova ad affrontare è superare le proprie paure, inibizioni e condizionamenti per esprimere fino in fondo sè stessi. In definitiva è la millenaria lotta per la libertà. Libertà non solo dalle costrizioni che ci vengono dall'esterno, ma anche e soprattutto dalle limitazioni che ci poniamo da soli.

Già, perchè in ogni contesto ci ritroviamo a "modulare" il nostro comportamento in base alla situazione in cui siamo. Se da una parte è una regolazione necessaria (basti pensare alle regole implicite che ci sono in ogni situazione, le cosiddette convenzioni sociali), dall'altra dobbiamo stare attenti a non cadere nella trappola dell'analisi ossessiva che porta con sè il marchio indelebile dell'insicurezza.

Abbi fiducia in te e nella tua personalità, portala allo scoperto e manifestala in ogni cosa che fai senza paure o esitazioni, questo significa essere veramente liberi.



Tenacia

24 04 2008


Foto di notsogoodphotography

Sarebbe bello un mondo in cui ogni tuo desiderio possa avverarsi senza il minimo sforzo in un istante, un mondo in cui ti riesce sempre ogni cosa al primo colpo. Purtroppo (o per fortuna) non viviamo in questo mondo ideale, nel mondo reale molto spesso per le cose che veramente contano occorre spendere fatica e tempo considerevoli.

Chi si arrende subito e non ha la disciplina per INSISTERE nonostante le difficoltà raramente otterrà risultati degni di nota. Ma attenzione, tenacia significa costanza nel perseguire con tutte le proprie forze uno scopo, non tentare cocciutamente qualcosa che non funziona ancora e ancora sperando che l'esito cambi. Anche qui, come in moltissime altre occasioni, troviamo un preziosissimo criterio guida: l'EQUILIBRIO.

Se vuoi ottenere qualcosa (per esempio una nuova capacità) tenta in un modo, se non riesci insisti e se dopo qualche tentativo è chiaro che la strada è sbagliata cambia strategia ma continua con tenacia a perseguire il tuo scopo senza farti scoraggiare dalle avversità.

Quella della tenacia è una virtù che si applica in ogni campo della vita e può essere appresa fin da bambini attraverso discipline come lo sport, la musica, le arti marziali (Kung Fu significa "duro lavoro affrontato con dedizione"). Discipline in cui è necessario impegnarsi, faticare, provare e riprovare fino a raggiungere quella che solo pochi riescono anche solo a sfiorare: la Maestria.



La zuppa calda

21 04 2008


Foto di rick

Un giorno, due viaggiatori affamati si fermarono ad una locanda e ordinarono da mangiare. Si sedettero l'uno di fronte all'altro e poco dopo arrivarono due ciotole di zuppa fumante.

Il primo assaggiò una cucchiaiata di zuppa, disse: "squisito!" e continuò a mangiare con entusiasmo. Il secondo invece, quando assaggiò la prima cucciaiata pensò: "squisito", ma invece di mangiare e godersi il suo cibo si mise a rimuginare su come era stata preparata quella zuppa: "probabilmente sono gli ingredienti di prima qualità, ma potrebbe essere anche stata la preparazione, forse entrambe le cose. Anche il tipo di legno della ciotola potrebbe contribuire al darle questo gusto", a quel punto si mise a osservare la ciotola. "La temperatura sembra ottimale a diffondere il suo profumo e solleticare anche l'olfatto e non solo il gusto. Mi domando se il riuscire a catturare tutti i sensi sia la chiave per un Piatto Perfetto."

Il primo viandante finì la sua zuppa, si pulì la bocca e appoggiandosi allo schienale della sedia con un'espressione soddisfatta guardò l'amico di fronte a sè: aveva l'espressione assorta e la ciotola mezza piena era ormai fredda. "Mio buon amico, perchè non hai finito la tua zuppa?", e l'altro rispose "Oh! Beh, ormai si è raffreddata, peccato. Stavo pensando al gusto di questa squisita zuppa, tanto che mi sono persino dimenticato la fame!".

Il primo viandante scosse la testa, un sorriso affiorò sul suo volto "vedi caro amico, il tuo problema è che pensi troppo. Sei talmente preso dai tuoi pensieri che ti lasci sfuggire la realtà tra le dita come fosse sabbia, come puoi capire il mondo se non gli presti attenzione? Voglio darti un consiglio prima che me ne vada a dormire: prima devi SENTIRE, poi CAPIRE." Il pensieroso rimase a bocca aperta mentre il suo compagno di viaggio si alzò dalla tavola...



Amare l'imperfezione

18 04 2008


Foto di Inalaf

Quale integerrimo perfezionista, la possibilità di amare l'imperfezione era chiaramente inconcepibile. Tuttavia molto spesso mi sentivo frustrato, mi perdevo in particolari di poco conto e riuscivo a concludere ben poco laddove altri riuscivano a cavarsela senza troppi problemi. Riflettendoci ho capito ad un certo punto che il problema era la mia inflessibilità.

La mia tendenza è sempre stata l'inseguimento della "big picture", della visione d'insieme. Infatti in ogni momento quello che mi ritrovo a fare è cercare di generalizzare ogni mio pensiero per estrarne dei modelli e delle leggi "universali". Questo naturalmente a volte mi genera confusione perchè non è affatto facile raggiungere questa visione d'insieme, soprattutto all'inizio quando si hanno pochi elementi su cui lavorare. E da qui la frustrazione del non riuscire a capire, dell'avere per le mani tanti pezzi di un puzzle senza sapere come metterli insieme.

La frustrazione a lungo andare mi ha spinto a interrogarmi su questo mio modo di pensare, e allora mi sono accorto che per un buon 90% del tempo occorre lavorare con modelli e visioni incomplete del mondo. Se volevo migliorare la situazione dovevo imparare a muovermi nell'imperfezione, in altre parole ad accettarla.

E questa consapevolezza è stata una liberazione.


Dove sono finito?

25 03 2008


Foto di Mayr

La verità è questa: non sono uno scrittore, nè un poeta, nè un pittore, uno scultore o un musicista. Ma sono un artista e il mio mezzo d'espressione è la vita stessa.

Io sento, penso e imparo molto giorno per giorno. Se guardo a com'ero pochi anni fa c'è stato uno sviluppo meraviglioso che mi rende fiero. Certo non sono neanche lontanamente perfetto, ma anche questo è uno stimolo per continuare su questa strada.

Vedi, potrei scrivere oggi stesso un bel pò di post su argomenti pratici quali la produttività personale, la realizzazione dei propri obbiettivi, la crescita personale, l'apprendimento o anche su argomenti decisamente più impegnati come discussioni sull'essenza della realtà e dell'esperienza. Perchè non lo faccio? Perchè quello a cui penso difficilmente si presta a essere espresso con le parole, e nel momento stesso in cui tento di formularlo ecco che diventa incomprensibile e, francamente, inutile. Sarebbe come voler spiegare un quadro o un saggio di danza a parole e aspettarsi di riuscire a trasmettere lo stesso messaggio con la stessa intensità.



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