Lettura Produttiva: Atto II

18 07 2008

Integro il post precedente con alcune ottime idee di Brad Bollenbach dal suo 30 sleeps.

Come ho già detto, l'atteggiamento è importante quando si legge un libro da cui ti aspetti di acquisire nuove capacità e soluzioni: non basta leggere, bisogna assimilare e applicare. Brad suggerisce un'analogia con i computer: in un computer, prima si immettono dei dati (ad esempio digitandoli con la tastiera, la macchina procederà poi ad elaborarli e fornire degli altri dati in output come risultato. Il processo di apprendimento non è dissimile: oltre ad acquisire nuovi dati attraverso la lettura, dobbiamo elaborarli (assimilarli) e tradurli in output (azioni). Perchè in ultima analisi il valore di un'informazione si misura in base a quanto è utile in pratica, un concetto senza nessuna applicazione pratica non è altro che una sega mentale. L'obbiettivo è quello di estrarre il maggior valore possibile da quello che leggi.

Slow-Reading (Input)
Di conseguenza non devi misurare la tua produttività come lettore in base al numero di libri che hai letto, ma in base a quanto valore ne hai tratto, quanto quello che leggi ha cambiato e migliorato la tua vita. Lascia perdere lo speed-reading e coltiva lo slow-reading.

Il modo migliore per trarne valore è quello di CONCENTRARSI su un solo libro alla volta e usarlo per espandere i tuoi orizzonti mentali. Leggi lentamente e con attenzione. Portalo dovunque vai, leggilo, respiralo, vivilo. Immergiti totalmente nell'argomento e portalo nella tua vita di tutti i giorni.

Sii curioso, poniti molte domande su quello che stai leggendo: qual'è il problema che intendo risolvere? Qual'è la soluzione che propone l'autore? Quali sono i suoi vantaggi? E gli svantaggi?

Estrarre le idee principali (Elaborazione)
Una volta letto e assimilato i concetti, estrai le idee principali (prova con tre, ma puoi naturalmente variare il numero in base alle esigenze). Puoi scriverli in forma di punti, o anche in modo più prosaico, l'importante è usare le proprie parole. A questo punto stai elaborando una visione d'insieme di quello che hai letto, il che naturalmente è molto importante.

Potresti raccogliere queste "visioni d'insieme" in modo da poterle guardare anche dopo mesi e ricordarti a grandi linee il contenuto del libro. Potresti scriverle su carta e raccoglierle tutte insieme, oppure scrivere su pc e raccogliere tutto in un piccolo database.

Questa è lettura attiva.

Agisci (Output)
L'obbiettivo finale: l'azione informata. Agisci immediatamente in base a quello che leggi, fai gli esercizi se ce ne sono, metti in pratica subito.

Compila liste di cose da fare mentre leggi e sfruttale subito. Sperimenta.

Se i risultati non sono ottimi è normale: ritenta e rileggi, ripensa a quello che hai imparato.



Lettura Produttiva

15 07 2008

La lettura può essere molto piacevole e può dare moltissimo sia in termini di informazioni che di emozioni, soprattutto in questo periodo in cui per molti ci sono le ferie. C'è persino qualcuno che la definisce come "cibo per la mente", e io non posso che essere d'accordo. Ma ci sono modi corretti e modi scorretti di leggere un libro (e in genere qualsiasi cosa scritta).

Atteggiamento
Prima di tutto dobbiano riconoscere che esistono generi diversi di letteratura, scritti per diversi scopi e in modi diversi. Per esempio un romanzo può benissimo essere letto sotto l'ombrellone o sotto le coperte prima di addormentarsi, si tratta di letteratura di svago (e dicendo questo non intendo sminuire questa forma d'arte, che anzi è indispensabile). Ma quando parliamo di saggi e in generale di non-fiction (su cui mi concentrerò in questo post), allora dalla lettura ci prefiggiamo uno scopo diverso.

Qui l'atteggiamento che dobbiamo avere per ricavarne veramente qualcosa deve essere necessariamente diverso da quello che abbiamo quando leggiamo un romanzo. Quando abbiamo tra le mani un libro, per esempio di sviluppo personale, sono essenzialmente due gli atteggiamenti che possiamo avere: o trattiamo la lettura come un normale romanzo (in questo caso stai leggendo questo libro solo per sentirti meglio con te stesso e avere l'illusione di fare qualcosa), oppure sei consapevole di avere uno scopo e ti aspetti di ricavare veramente qualcosa, di acquisire nuovi strumenti per modellare la tua vita al meglio.

In breve, devi avere uno scopo (quello di ricavare qualcosa di concreto e pratico) da raggiungere in modo attivo. Qui la parola d'ordine è lettura attiva.

Lettura Attiva
Leggere un maniera attiva uno scritto significa essenzialmente due cose: comprenderlo e metterlo a frutto.

Per la comprensione, dobbiamo elaborare quello che leggiamo e gli strumenti a disposizione sono molteplici:

  • Evidenziare i punti chiave: non aver paura di sottolineare, attaccare post-it o scrivere note a margine
  • Prendere appunti: rielaborare i concetti con le proprie parole è molto utile
  • Insegnarlo: un'estensione del punto precedente, ti costringe a elaborare quello che leggi con le tue parole, inoltre ti permette di capire se ci sono concetti che non hai compreso appieno
  • Fai attenzione alla struttura del testo: come il testo è organizzato può rivelare molte informazioni sul modo di vedere l'argomento dell'autore
  • Prenditi un momento per riflettere: non avere fretta di terminare leggendo tutto d'un fiato, ogni tanto prenditi due minuti per pensare a quello che hai letto e "digerirlo"

Per il mettere in pratica, Seth Godin propone di affiancare (o eventualmente sostituire) agli appunti una lista di cose da fare. Questo ti fa entrare precisamente nell'ordine di idee di fare qualcosa dopo la lettura del testo, in questo modo quando trovi un modo di applicare quello che c'è scritto o hai bisogno di ulteriori informazioni, scrivi un punto nella tua lista e rispettala.

Se non ti ispira
Può darsi che il libro che stai leggendo non ti ispiri, può darsi che fai fatica a leggerlo ma ti costringi comunque ad andare avanti per finirlo. Lascia perdere, è uno spreco di tempo. Può darsi che non ti sia veramente utile, o che magari non ti sia utile ora: mi è capitato più di qualche volta di mettere da parte un libro per poi riprenderlo in mano con entusiasmo più avanti e divorarlo.

Il tuo tempo è prezioso, così come lo è la tua attenzione. Se ti senti costretto a finire in ogni caso ogni libro che cominci e ti senti in colpa se lo metti da parte, segui la regola delle 50 pagine: leggi le prime 50 pagine di un libro, e se non ti "prende", mettilo da parte senza farti troppi problemi. Potrai riprenderlo più avanti come no, quello che conta è che hai lasciato del tempo in più per leggere ciò che ti stimola veramente.




Google Generation: superficiale e ingenua?

30 01 2008

Secondo una ricerca commissionata dalla British Library e dalla JISC (Joint Information System Committee), pare che la "Google Generation" abbia molta familiarità con il web ma manchi largamente di capacità di analisi.

In pratica, chi compie ricerche sul web di solito è impaziente, superficiale e tollera male i tempi di attesa. E' vittima dell'atteggiamento "tutto&subito", e tende a prendere per buona qualsiasi informazione riesce a trovare senza indagare sulle fonti.

Parte di questo atteggiamento credo nasca dall'implicito parallelo con la televisione, ma a differenza della televisione in cui ogni contenuto viene attentamente vagliato prima di essere messo in onda (il che comunque non sempre è un vantaggio), su internet chiunque può pubblicare praticamente di tutto. Ecco perchè se devi compiere ricerche, consulta pure Wikipedia, ma non considerarla più di un punto di partenza. Cerca altre fonti, cerca conferme da esperti, e cerca credenziali.

Ed ecco l'importanza del diffondere la cultura del senso critico.



[Story] Come superare gli esami senza studiare

18 01 2008

By Scott Young
Traduzione a cura di Manuel Paccagnella
Link all’articolo originale

Non sono mai stato molto propenso a studiare prima di un esame. Raramente studio per più di mezz’ora, perfino per difficili esami finali che valgono più di metà della mia laurea. Quando studio, di solito dò solo un’occhiata al materiale, e mi faccio poche domande pratiche: per alcuni dei miei corsi di matematica devo ancora fare un singolo esercizio per casa. La maggior parte delle persone si imbottisce la testa di nozioni prima di entrare nell’aula d’esame, mentre io considero lo studio non più di un blando riscaldamento prima di correre.

Nonostante alcuni potrebbero ritenerle delle orribili abitudini di studio, sono sempre andato molto bene a scuola. Ho avuto la seconda media più alta cono onori della mia classe alle superiori, tutti e quattro gli anni. I miei primi voti all’università sono stati due A+ e un A per calcolo, computer science e storia antica dell’Asia, tutti corsi con alte percentuali di fallimento. Ho anche vinto un esame nazionale di chimica per un distretto di tre province, che non sapevo nemmeno di dover svolgere fino a che non sono stato chiamato e mi è stato detto di cominciare.

E’ molto facile guardare ai miei successi e alla mia apparente mancanza di sforzo, e concludere subito che è un dono innato, impossibile da replicare. Stronzate. Penso che, sia io che chiunque altro sia in grado di produrre questi risultati, semplicemente abbia una strategia più efficace per imparare. Con il mio sistema di studio, hai solo bisogno di sentire o leggere qualcosa una volta per impararlo. E il bello è che questo sistema può essere imparato.


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Internet: l'importanza dei libri

08 01 2008


Foto di timtom.ch

Internet è uno strumento straordinario di conoscenza, grazie ad esso abbiamo delle possibilità che fino a pochi anni fa erano impensabili e molto può essere ancora fatto. E' facile farsi prendere dall'entusiasmo, ma come sempre è bene conservare una visione equilibrata e non eleggere la rete a strumento universale. Forse un giorno lo sarà ma quel giorno non è oggi.

In rete puoi trovare informazioni di tutti i generi e per tutti i palati: per esempio è ottima per sapere le ultime notizie o per tenersi in contatto con amici lontani, ma se conti di acquisire una conoscenza approfondita in qualche campo (a meno che non sia l'informatica) allora dovrai saper guardare anche altrove.

Con internet è immediato trovare informazioni, che però nella maggior parte dei casi sono poco approfondite; certo, puoi trovare anche interi libri, ma quand'è stata l'ultima volta che hai letto un libro in formato elettronico?

Se vuoi diventare un esperto in una determinata materia, non ti fermare alle pagine web: il web è uno strumento di comunicazione che come tutti gli altri ha una propria identità ed un proprio utilizzo, un utilizzo diverso da quello dei libri. In questo articolo, quando dico di cercare esperti accreditati non intendo solo siti internet, intendo anche libri. Se sei veramente interessato a quell'argomento, è un investimento che ti ripagherà del tempo speso.



E' giusto punire tuo figlio?

07 01 2008


Foto di jeffschwartz

Quando ho cominciato ad interessarmi seriamente alla psicologia, ho imparato quanto un bambino sia vulnerabile nei suoi primi anni di vita: è come una lavagna vuota che assorbe tutto quello che gli capita a tiro, che assimila ogni cosa che gli viene fatta e mostrata. I genitori naturalmente hanno un enorme potere suoi propri figlio, ma spesso purtroppo (a causa dell'ignoranza il più delle volte) finiscono per abusare di questa autorità.

Chi ha anche solo una superficiale infarinatura di psicologia (come me) sa che molti problemi che un adulto può avere risalgolo alla propria infanzia, non parlo necessariamente di psicopatologie quanto di scarsa autostima, problemi di ansia e simili. Se (beato te!) hai avuto un'infanzia felice con dei genitori amorevoli che hanno nutrito la fiducia in tè stesso, con tutta probabilità sarai (o sei già) un genitore esemplare; ma se appartieni alla maggioranza, allora è necessario che corra ai ripari per fare in modo che tu possa essere un ottimo padre o un'ottima madre per i tuoi figli. Anche se sei un'adolescente e non hai ancora figli.

Ma bando agli indugi e passo la parola agli esperti:



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Il metodo Montessori

11 12 2007


Che cos'hanno in comune Larry Page e Sergey Brin (i fondatori di Google) con Jeff Bezos (il creatore di Amazon) e Jimmy Wales (che ha inventato Wikipedia)? Hanno tutti quanti frequentato scuole montessoriane.

Maria Montessori, definita nel 1913 dal Times "la donna più interessante d'Europa" è stata una persona straordinaria che ha sfidato l'ortodossia del suo tempo proponendo un metodo educativo radicalmente diverso da quelli tradizionali, rifacendosi alla pedagogia scientifica. A partire dalle sue ricerche e dal suo lavoro sono state aperte scuole in tutto il mondo che insegnano secondo il suo metodo (ce ne sono alcune anche in Italia, oltre che a convegni e conferenze sul tema).

Centrale per la Montessori è la libertà individuale dell'allievo, che viene incoraggiato a manifestare tutta la creatività di cui è capace e di scegliere le attività che più lo interessano. Da questa libertà individuale deve poi scaturire la disciplina che gli permetterà di regolarsi da solo quando dovrà seguire tutte le regole che la vita impone.

Pensiero che appartiene alla corrente dell'educazione progressista ("un sistema di insegnamento basato sui bisogni e sulle potenzialità del bambino piuttosto che sulle norme religiose e sulle convenzioni della società", come definito da e-Vocabolario), che nel frattempo si stava diffondendo in tutto il mondo (ad esempio la scuola di Summerhill di A. Neill, e quella aperta dal famoso filosofo e matematico Bertrand Russel) raccogliendo successi estremamente positivi, specialmente in quei casi di bambini ritenuti "difficili" dalle scuole tradizionali.


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