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    <title>La Via SenzaNome - Psicologia</title>
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    <description>Non cercare di seguire le orme dei saggi, cerca ciò che essi cercavano.</description>
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    <pubDate>Fri, 08 Aug 2008 17:48:44 GMT</pubDate>

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    <title>Essere sè stessi: autenticità ed eudaimonia</title>
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            <category>Psicologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Manuel)</author>
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    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;!-- s9ymdb:70 --&gt;&lt;img src=&quot;http://viasenzanome.com/uploads/mirror_child.jpg&quot; style=&quot;border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px; width: 214px; height: 294px;&quot; /&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Foto di &lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/higashitori/&quot; title=&quot;Wesley oostvogels su Flickr&quot;&gt;Wesley Oostvogels&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mano a mano che il tempo passa mi rendo conto sempre di più quanto la deviazione dalla propria vera personalità sia fonte di sofferenza e stress. &lt;b&gt;La vera autorealizzazione e la felicità interiore (che non deve dipendere da fattori esterni) passano attraverso l&#039;&lt;a href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/20-Zen-La-rana-e-lo-scorpione.html&quot; title=&quot;Zen: La rana e lo scorpione&quot;&gt;accettazione del sè&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;. Quello che rende &amp;quot;magnetiche&amp;quot;, assertive e attraenti certe persone è proprio l&#039;autenticità, il riuscire ad esprimersi pienamente senza paura del giudizio altrui.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Troppo spesso invece indossiamo maschere per proteggerci dalle opinioni negative e per paura di non essere accettati. Certo, abbandonando le maschere a qualcuno non piacerai ma sarai indubbiamente più felice. &lt;b&gt;Preferisci una vita frustrante imprigionato dai &amp;quot;personaggi&amp;quot; che hai creato tu stesso per proteggerti dal mondo, o vuoi sperimentare una vita di vera &lt;a href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/81-Essere-se-stessi.html&quot; title=&quot;Essere sè stessi&quot;&gt;libertà espressiva&lt;/a&gt; e pensiero critico?&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/90-Essere-se-stessi-autenticita-ed-eudaimonia.html#extended&quot;&gt;Continua a leggere &quot;Essere sè stessi: autenticità ed eudaimonia&quot;&lt;/a&gt;
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    <pubDate>Wed, 06 Aug 2008 14:55:30 +0200</pubDate>
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    <title>Focus, sovraccarico cognitivo e produttività</title>
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            <category>Psicologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Manuel)</author>
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    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;!-- s9ymdb:27 --&gt;&lt;img width=&quot;365&quot; height=&quot;238&quot; src=&quot;http://viasenzanome.com/uploads/focus_reading.jpg&quot; style=&quot;border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; /&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Foto di &lt;a href=&quot;http://flickr.com/photos/minette_layne/&quot; title=&quot;Minette Layne su Flickr&quot;&gt;Minette Layne&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&#039;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Sovraccarico_cognitivo&quot; title=&quot;Information overload&quot;&gt;information-overload&lt;/a&gt; è un problema recente, acuito a livelli praticamente insostenibili dai mezzi di comunicazione globali sui quali regna internet. &lt;b&gt;Siamo immersi da una quantità di informazioni superiore alla nostra capacità di processarle e assimilarle&lt;/b&gt;. Ma sono davvero necessarie tutte queste informazioni? Dovremmo ritornare forse al medioevo de-alfabetizzandoci?&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;br /&gt;Teoria del pendolo&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Credo che quello che stiamo vivendo sia un periodo di assestamento necessario per trovare l&#039;equilibrio. Questo mi porta alla &lt;i&gt;teoria del pendolo&lt;/i&gt; (l&#039;idea non è mia): &lt;b&gt;quando si parla di un fenomeno in cui si possono manifestare due estremi&lt;/b&gt; (cioè praticamente qualsiasi cosa secondo il wu-wei), &lt;b&gt;per trovare l&#039;equilibrio tra di essi dobbiamo provarli entrambi&lt;/b&gt;. Nel nostro caso, dopo una generale alfabetizzazione, abbiamo sorpassato il giusto mezzo e stiamo dirigendoci per direttissima verso l&#039;estremo dell&#039;iper-informazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I danni li cominciamo a vedere oggi, ci sono &lt;a href=&quot;http://www.downloadblog.it/post/4377/information-overload-quando-il-troppo-stroppia&quot; title=&quot;Post su download blog&quot;&gt;moltissimi&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://www.lifehack.org/articles/productivity/dealing-with-information-overload.html&quot; title=&quot;Post su Lifehack&quot;&gt;esperti&lt;/a&gt;, scrittori e scienziati che si sono accorti del fenomeno (tra quali la leggenda vivente &lt;a href=&quot;http://feeds.feedburner.com/~r/StudyHacks/~3/338299678/&quot; title=&quot;Post su StudyHacks&quot;&gt;Donald Knuth&lt;/a&gt;). E&#039; stato scritto anche almeno un libro in proposito (&amp;quot;Distracted: The erosion&amp;quot; di Meggie Jackson).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;L&#039;altra faccia dello stesso problema: il multitasking&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Tutti quelli che si interessano di produttività e &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Time_management&quot; title=&quot;Time management su wikipedia&quot;&gt;time-management&lt;/a&gt; conoscono il &amp;quot;virus&amp;quot; del multitasking, ovvero il voler svolgere più attività allo stesso tempo. Questo porta inevitabilmente a performance nel migliore dei casi mediocri in ogni attività coinvolta. Si ha l&#039;illusione di fare più cose ma è solo un abbaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La soluzione migliore, come sostengono i suddetti esperti, è quella di concentrarsi su un solo lavoro alla volta, a cui dedicare la completa ATTENZIONE.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;La chiave di volta: il FOCUS&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il fattore chiave coinvolto in questi problemi è lo stesso: il FOCUS. O come viene più comunemente definita, attenzione. &lt;b&gt;La tua attenzione è una risorsa limitata e le risorse mentali che possediamo (memoria, conoscenze, ragionamento) funzionano e vengono attivate in ogni momento verso una direzione specifica determinata dal focus.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puoi pensarla come un fascio luminoso: a parità di energia maggiore è l&#039;area illuminata minore sarà la luminosità per unità spaziale. Pensa che un fascio luminoso particolarmente concentrato (un laser) può anche essere in grado di forare lastre metalliche... Inoltre sono sicuro che qualcuno di quelli che leggeranno questo post avranno provato almeno una volta a dar fuoco a un foglio di carta concentrando i raggi del sole su di esso con una lente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando all&#039;attenzione, &lt;b&gt;maggiori sono le cose tra cui dividi l&#039;attenzione, minori saranno le risorse mentali utilizzate per ognuno e di conseguenza minore sarà il risultato di quello che avremmo potuto ottenere focalizzandoci su uno soltanto alla volta&lt;/b&gt;. Senza contare che certi compiti richiedono l&#039;entrare in uno stato mentale chiamato &amp;quot;flusso creativo&amp;quot;, nel quale ovviamente possiamo entrare solo concentrando la TOTALITA&#039; della nostra attenzione su un&#039;unica cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso modo, &lt;b&gt;quando dividiamo la nostra attenzione tra troppe informazioni, non siamo in grado di allocare le risorse mentali necessarie per capirle appieno e farle fruttare&lt;/b&gt;, così ci troviamo a &amp;quot;scorrere&amp;quot; un sacco di roba in modo troppo approssimativo, illudendoci di incrementare la nostra conoscenza. No, la conoscenza richiede attenzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte il problema, come fa notare &lt;a href=&quot;http://punto-informatico.it/2369305/PI/Commenti/cassandra-crossing-infolabili.aspx&quot; title=&quot;Commento su pi.it&quot;&gt;Marco Calamari&lt;/a&gt;, è che non potendo mettere in campo il lavoro di comprensione e assimilazione necessario finiamo per accettare certe informazioni come vere senza verificarle escludendo tutte le altre che non collimano con la nostra visione della realtà &amp;quot;prefabbricata&amp;quot;. &lt;b&gt;L&#039;information-overload può avere come sintomo anche la disattivazione del senso critico... molto male.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;La soluzione?&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Semplice: fare una cosa alla volta e ridurre il numero di informazioni a cui ci sottoponiamo&lt;/b&gt;. Non sono per nulla d&#039;accordo con l&#039;idea dei &amp;quot;tuttologhi&amp;quot; promossa da così tanti giochi a quiz televisivi. &lt;b&gt;Io sono per la &lt;i&gt;qualità&lt;/i&gt; sopra la &lt;i&gt;quantità&lt;/i&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;
 
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    <pubDate>Sat, 26 Jul 2008 21:29:20 +0200</pubDate>
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    <title>Sconfiggere la timidezza</title>
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            <category>Psicologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Manuel)</author>
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    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;!-- s9ymdb:19 --&gt;&lt;img width=&quot;380&quot; height=&quot;248&quot; style=&quot;border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; src=&quot;http://viasenzanome.com/uploads/charisma_speaker.jpg&quot; /&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Foto di &lt;a title=&quot;arbron su Flickr&quot; href=&quot;http://flickr.com/photos/arbron/&quot;&gt;arbron&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E&#039; stato un grosso problema per me durante la mia infanzia e adolescenza: ero di carattere introverso e per di più timido, una gran brutta combinazione. So cosa significa camminare per strada a testa bassa, e l&#039;alzare lo sguardo spaurito solo per controllare se gli altri ti stanno guardando, con in testa solo la grande preoccupazione di capire cosa pensano di te. Conosco questa sensazione di sentirsi perennemente sotto esame da parte di tutto e tutti, così come la paura paralizzante che un qualsiasi passo falso comporterebbe un giudizio negativo, che appare come un pericolo molto reale... &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Di natura molto riflessivo, ho tentato di analizzare il problema sotto vari punti vista per capire quale fosse la causa e come risolverlo. Ho sperimentato molti approcci fino a formarmi una mia idea (forse un pò inusuale) sull&#039;argomento che mi ha portato a superarlo in larga misura.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I molti consigli che ho ricevuto e letto parlavano tutti di scarsa autostima e sicurezza in sè stessi, ma &lt;b&gt;nessuno mi ha mai detto come fare effettivamente a liberarmi di quella pesante zavorra&lt;/b&gt; che inibiva la mia capacità di esprimermi liberamente in mezzo agli altri. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ho già parlato di come &lt;b&gt;la &lt;a href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/31-Il-software-della-mente.html&quot; title=&quot;Il software della mente&quot;&gt;mente&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; sia un formidabile strumento a tua disposizione, e a seconda di come venga usato &lt;b&gt;può essere alternativamente il tuo più grande alleato o il tuo peggior nemico&lt;/b&gt;. Ci sono molti punti di vista con i quali si può osservare un problema: alcuni sono positivi e ti permettono di trovare la soluzione migliore, altri sono molto negativi e non fanno che peggiorarlo.Il &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;b&gt;Il ruolo dell&#039;autostima e della sicurezza in sè&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ad esempio, nel nostro caso non sono d&#039;accordo nell&#039;enfatizzare così tanto l&#039;autostima e la sicurezza in sè stessi. &lt;b&gt;L&#039;autostima è un prodotto delle proprie azioni&lt;/b&gt;, quindi non ci sono tecniche che tengano se non &lt;b&gt;l&#039;esperienza e l&#039;azione diretta&lt;/b&gt;. Inoltre, il fatto che la sicurezza in sè stessi sia un fattore tanto determinante non è altro che un mito: &lt;b&gt;le persone veramente sicure sono molto poche, e anche quelle poche non lo sono in ogni momento&lt;/b&gt;. Sono due cose importanti certo, ma non sono il fattore primario che può curare la timidezza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;L&#039;effetto più grave del focalizzarsi su di esse però, è che questo comporta un&#039;ammissione implicita di &amp;quot;essere difettosi&amp;quot;&lt;/b&gt;. Quando dici a te stesso che non hai abbastanza autostima, non stai facendo altro che dire: non valgo abbastanza! Come può questo aiutarti ad essere più sicuro di te? &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;Oltre l&#039;autostima&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;No, &lt;b&gt;il problema non è il valore effettivo della tua persona, è la percezione che hai di esso&lt;/b&gt;. La soluzione è essere coscienti di un semplice fatto: &lt;b&gt;tu sei ok ADESSO&lt;/b&gt;, non sei una macchina difettosa che ha bisogno di pezzi di ricambio. &lt;b&gt;Dentro di te hai già tutto quello che serve&lt;/b&gt;, sei una persona con propri interessi, pensieri, emozioni e un carattere che aspetta solo di essere espresso in ogni cosa che fai.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il vero problema è il focalizzarsi troppo al proprio interno&lt;/b&gt;, al vivere nella propria testa creado paure e blocchi che non hanno nessuna attinenza con la realtà. Le relazioni sociali infatti, per essere vissute in modo sano richiedono di spostare la propria attenzione all&#039;esterno verso l&#039;altro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Immergiti in situazioni sociali, esci dalla tua testa e focalizzati all&#039;esterno, fai esperienza, impara a conosce le altre persone&lt;/b&gt;. Il vero processo per eliminare la timidezza consiste nella quotidiana diminuzione non nell&#039;aumento: nel rimuovere gli ostacoli, i pensieri, che ti impediscono di manifestare liberamente la tua personalità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il tuo sentirti sempre giudicato, la tua paura di dire o fare la cosa sbagliata, il tuo sentirti a disagio in mezzo ad altre persone per un generale sentimento di inadeguatezza non sono altro che chiari esempi di &lt;a href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/35-Come-smettere-di-farsi-le-seghe-mentali....html&quot; title=&quot;Come smettere di farsi le seghe mentali...&quot;&gt;seghe&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/82-Prendere-decisioni-e-fiducia-in-se-stessi.html&quot; title=&quot;Prendere decisioni e fiducia in sè stessi&quot;&gt;mentali&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non barricarti dietro alla scusa dell&#039;introversione: l&#039;introversione è un orientamento psicologico, ma in realtà ognuno ha in sè la capacità di dirigere la prorpia attenzione all&#039;esterno o all&#039;interno di sè, quello che cambia è solo quello che si tende a fare normalmente. &lt;b&gt;Tu puoi scegliere in ogni momento a cosa prestare attenzione&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In breve: &lt;b&gt;tu sei ok adesso, perciò vivi nel &lt;a href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/77-La-zuppa-calda.html&quot; title=&quot;La zuppa calda&quot;&gt;presente&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;! &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;Un&#039;antica tecnica in aiuto&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La tecnica di cui parlo è &lt;b&gt;la meditazione&lt;/b&gt;, o come sarebbe più preciso chiamarla &amp;quot;contemplazione&amp;quot;. Non è altro che &lt;b&gt;&lt;i&gt;un modo di essere&lt;/i&gt; in cui si esercita il controllo sulla propria mente in modo da poter vedere il mondo per come veramente è, non come ci appare filtrato attraverso innumerevoli convinzioni, condizionamenti e punti di vista parziali&lt;/b&gt;. In altre parole significa imparare a guardare ciò che ci circonda facendo fuori quei blocchi di cui parlavo prima, che è proprio quello che volevamo!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non posso dilungarmi troppo sull&#039;argomento, ma posso indicarti un paio di ottimi punti di partenza: &lt;i&gt;&amp;quot;Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita&amp;quot;&lt;/i&gt; di Giulio C. Giacobbe e &lt;i&gt;&amp;quot;Dovunque tu vada, ci sei già&amp;quot;&lt;/i&gt; di Jon Kabat-Zinn. Di solito non dò consigli sui libri, ma questi due sono davvero ottimi (e non prendo soldi da nessuno per dirlo). &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;Ultime parole&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non pretendo certo di avere la parola definitiva su un argomento tanto vasto come timidezza, nè tantomento di essere riuscito a comunicare tutto ciò che intendevo dire. Anzi, ci sarebbe state tante e tali cose da dire che questo post mi avrebbe preso un sacco di tempo e sarebbe stato piuttosto lungo... ammesso che fossi stato capace di organizzare tutti i miei pensieri in modo comprensibile a tutti. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;In ogni caso spero di essere riuscito a farti riflettere e a darti un punto di partenza per raggiungere la libertà di essere te stesso senza la paura dell&#039;opinione degli altri, questa è la cosa più importate!&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;
 
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    <pubDate>Fri, 30 May 2008 18:26:51 +0200</pubDate>
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    <title>Prendere decisioni e fiducia in sè stessi</title>
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            <category>Psicologia</category>
    
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    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;!-- s9ymdb:64 --&gt;&lt;img width=&quot;401&quot; height=&quot;314&quot; style=&quot;border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; src=&quot;http://viasenzanome.com/uploads/f22_raptor.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Foto di &lt;a title=&quot;James Gordon su Flickr&quot; href=&quot;http://www.flickr.com/photos/jamesdale10/&quot;&gt;James Gordon&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ho già scritto a proposito delle &lt;a title=&quot;Come smettere di farsi le seghe mentali...&quot; href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/35-Come-smettere-di-farsi-le-seghe-mentali....html&quot;&gt;seghe mentali&lt;/a&gt;, e di come il liberarsene spalanchi le porte per quella &lt;i&gt;serenità&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;pace della mente&lt;/i&gt; che tutti cerchiamo. Ho già parlato di come per trovarla sia necessario &lt;a title=&quot;Essere sè stessi&quot; href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/81-Essere-se-stessi.html&quot;&gt;accettarsi&lt;/a&gt; e &lt;a title=&quot;La zuppa calda&quot; href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/77-La-zuppa-calda.html&quot;&gt;vivere nel presente&lt;/a&gt; senza lasciare che la mente vaghi incontrollata nel passato o nel futuro, altrimenti si corre il rischio (molto reale) di perdere il contatto con la Realtà (che esiste solamente nel presente).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il problema, da una parte si presenta quando pensiamo ossessivamente al passato&lt;/b&gt; (fino a sfociare alla depressione nei casi più gravi), &lt;b&gt;dall&#039;altra quando invece pensiamo ossessivamente al futuro cercando di pianificarlo in ogni minimo dettaglio&lt;/b&gt;. Io sono soggetto (come moltissimi altri) a questo tipo di problema, ma per un certo periodo di diversi anni fa ho capito questo stesso concetto in maniera intuitiva e ho avuto un assaggio di quella che posso solo definire come serenità. Poi l&#039;ho dimenticato... fino ad ora, che sono riuscito anche a capirlo a livello cosciente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;La chiave è prendere decisioni quando è il momento.&lt;/b&gt; Attenzione, non sto dicendo che non bisogna pianificare il futuro (fino ad un certo punto è consigliabile), ma solo che il cercare di organizzarlo in ogni minimo dettaglio è solo fonte di frustrazione. &lt;b&gt;Non solo, è anche perfettamente inutile&lt;/b&gt; perchè ci sono così tanti fattori in gioco che per concepire un piano decente siamo costretti ad &lt;i&gt;assumere&lt;/i&gt; le condizioni in cui ci troveremo, per poi venire puntualmente smentiti dalla realtà. Se hai mai provato a prepararti un discorso da fare ad una persona sai quello che intendo...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Secondo me, un modo sano di prendere decisioni è quello di limitare la pianificazione a stabilire la direzione in cui si vuole andare per poi risolvere i problemi mano a mano che si presentano, al momento.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il tutto si riconduce al concetto di fiducia in sè stessi, che significa &lt;b&gt;non sentire troppo il bisogno di pianificare o di iperanalizzare il passato, nel sapere che quando verrà il momento saprai prendere la decisione migliore e che, in ultima analisi, ogni giorno sarai comunque una persona migliore del precedente.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&#039;avere questa consapevolezza e il liberarsi del pensiero ossessivo è un ottimo modo per trovare la pace della mente che sola ti permette di esprimere tutto il tuo potenziale.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;&lt;i&gt;&amp;quot;Il fatto è che non è il pensiero che può risolvere un problema reale, ma soltanto l’azione.&amp;quot;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;G.C.Giacobbe (Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
 
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    <pubDate>Thu, 15 May 2008 16:57:26 +0200</pubDate>
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    <title>Qualcuno con cui parlare</title>
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            <category>Psicologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Manuel)</author>
    <content:encoded>
    &lt;p&gt;&lt;!-- s9ymdb:62 --&gt;&lt;img src=&quot;http://viasenzanome.com/uploads/dont-do-it.jpg&quot; style=&quot;border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px; width: 413px; height: 297px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Un&#039;altra di quelle cose ovvie per qualcuno, e totalmente oscure ad altre: &lt;strong&gt;parlare con qualcuno delle proprie preoccupazioni può essere di grande conforto.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Personalmente la mia tendenza (ancora adesso perlopiù) è quella di cavarmela da solo senza coinvolgere altre persone, solo dopo molto tempo ho capito che &lt;strong&gt;anche per il solo fatto di parlarne i problemi si ridimensionano da soli&lt;/strong&gt;, senza contare l&#039;importante fatto che una persona fidata può consigliarti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;In generale, la tendenza a tenersi dentro i problemi è comune tra gli uomini mentre le donne tendono ad aprirsi con gli altri&lt;/strong&gt;. Da un punto di vista biochimico questo è dovuto al fatto che l&#039;ossitocina (l&#039;ormone dello stress che ha un effetto calmante e spinge a cercare gli altri) è prodotta in quantità maggiore dalle donne. Non solo, gli estrogeni (gli ormoni sessuali femminili) accentuano l&#039;effetto dell&#039;ossitocina, mentre gli androgeni (gli ormomi sessuali maschili) invece ne limitano l&#039;efficacia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In ogni caso l&#039;efficacia del conforto di persone care è indubbio, per cui &lt;b&gt;anche se sei il classico lupo solitario sappi che hai questa grande opportunità se lo desideri. &lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Tue, 22 Apr 2008 20:02:32 +0200</pubDate>
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    <category>comunicare</category>
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    <title>Azione e Stato</title>
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            <category>Psicologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Manuel)</author>
    <content:encoded>
    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;Con stato intendo il tuo stato psico-fisico, come ti senti, il tuo umore e tutto il resto. Sarai d&#039;accordo con me quando dico che il tuo stato interiore influenza tutto quello che fai: se stai bene con te stesso e sei di buon umore hai una marcia in più nel fare quello che devi, mentre se sei depresso o di malumore invece sarai meno avvantaggiato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Se da una parte lo stato influenza l&#039;azione, l&#039;azione non dipende dallo stato&lt;/b&gt;. Per alcuni può suonare ovvio, per altri (compreso me) è una distinzione che non era molto chiara. Il rimandare qualcosa perchè non ci si sente &amp;quot;in vena&amp;quot; molte volte è solo una scusa per crogiolarsi nell&#039;apatia. O almeno, è vero per me.   &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;
 
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    <pubDate>Fri, 18 Apr 2008 18:56:54 +0200</pubDate>
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    <title>Il potere della siesta: più felici, in salute e produttivi!</title>
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            <category>Psicologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Manuel)</author>
    <content:encoded>
    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;!-- s9ymdb:56 --&gt;&lt;img width=&quot;396&quot; height=&quot;299&quot; src=&quot;http://viasenzanome.com/uploads/siesta.jpg&quot; style=&quot;border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Foto di &lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/rahego/&quot; title=&quot;rahego su Flickr&quot;&gt;rahego&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ormai è scientificamente provato: &lt;b&gt;farsi una dormita di 20 minuti durante la giornata aumenta la vigilanza e la produttività&lt;/b&gt;. Inoltre, la siesta contribuisce a migliorare l&#039;umore. Questa la &lt;a title=&quot;Articolo di Psychology Today&quot; href=&quot;http://www.psychologytoday.com/rss/pto-20080204-000001.html&quot;&gt;conclusione&lt;/a&gt; del Dr. William Anthony, del Center for Psychiatric Rehabilitation all&#039;Università di Boston.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre all&#039;evidenza dei vantaggi cognitivi di una dormita pomeridiana, quali &lt;b&gt;un picco di energia che può durare anche diverse ore&lt;/b&gt;, ci sono anche prove di vantaggi sulla salute fisica: &lt;b&gt;secondo uno studio di sei anni su adulti greci, il fare una siesta almeno tre volte a settimana riduce il rischio di decesso correlato malattie cardiache. Perciò non sentirti in colpa quando senti il bisogno di un breve riposo durante il giorno&lt;/b&gt;, prenditi pure una ventina di minuti e fatti una dormita! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per farti capire che si tratta di una cosa seria, il giovane bachiere Arshad Chowdhury ha fondato la compagnia MetroNaps, che fornisce servizi di &amp;quot;mitigazione della fatica&amp;quot; per compagnie piccole e grandi, tra cui l&#039;installazione di futuristiche sedie-letto. Tra i suoi clienti figurano anche Google e Cisco...&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/69-Il-potere-della-siesta-piu-felici,-in-salute-e-produttivi!.html#extended&quot;&gt;Continua a leggere &quot;Il potere della siesta: più felici, in salute e produttivi!&quot;&lt;/a&gt;
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    <pubDate>Tue, 26 Feb 2008 17:19:22 +0100</pubDate>
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    <category>mente</category>
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<category>psicologia</category>

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    <title>Cos'è l'autodisciplina e come allenarla</title>
    <link>http://viasenzanome.com/archives/59-Cose-lautodisciplina-e-come-allenarla.html</link>
            <category>Psicologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Manuel)</author>
    <content:encoded>
    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;!-- s9ymdb:50 --&gt;&lt;img width=&quot;334&quot; height=&quot;245&quot; style=&quot;border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; src=&quot;http://viasenzanome.com/uploads/cat_sleep_on_desk.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Foto di &lt;a title=&quot;veganstraightedge su Flickr.&quot; href=&quot;http://www.flickr.com/photos/veganstraightedge/&quot;&gt;veganstraightedge&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tutti conosciamo questa sensazione: in certi momenti ti senti pieno di energia e pronto a qualsiasi cosa, mentre in altri ti riesce impossibile racimolare l&#039;energia necessaria per fare anche la cosa più semplice.&lt;b&gt; Perchè?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;a href=&quot;http://www.psy.fsu.edu/faculty/baumeister.dp.html&quot; title=&quot;Il sito del dottor Roy Baumeister.&quot;&gt;Dott. Roy Baumeiser&lt;/a&gt;, uno psicologo della Florida State University, lavora da ormai dieci anni a questa parte per trovare la risposta a questa domanda, e recentemente ha pubblicato un &lt;a href=&quot;http://www.blackwell-synergy.com/doi/abs/10.1111/j.1467-8721.2007.00534.x&quot; title=&quot;Il paper del Dr. Baumeister.&quot;&gt;paper&lt;/a&gt; in cui riassume il lavoro fatto da lui e da altri studi simili sull&#039;elusivo tratto che chiamato &lt;b&gt;autocontrollo&lt;/b&gt; (o &lt;i&gt;autodisciplina&lt;/i&gt;). &lt;a href=&quot;http://calnewport.com/blog/?p=253&quot; title=&quot;Post di Cal Newport.&quot;&gt;Cal Newport&lt;/a&gt; riassume per noi i punti principali:&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Fino ad ora, gli scienziati credevano che la disciplina fosse una &lt;b&gt;modalità comportamentale&lt;/b&gt;, uno &lt;b&gt;schema cognitivo&lt;/b&gt; attivato sotto certi condizioni e non altre. Questo approccio, ad esempio, potrebbe attribuire alla paura di fallire la tua tendenza a procrastinare [ndT: o &amp;quot;cazzeggiare&amp;quot; secondo lo slang universitario...]&amp;quot;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, nel 1994 Baumeister propose un&#039;ipotesi alternativa all&#039;imperante pensiero sulla forza di volontà, che è stata confermata ormai da numerosi studi indipendenti: &lt;b&gt;la disciplina è una risorsa limitata, come un muscolo che si esaurisce se usato ripetutamente e continuamente&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo esperimento a verificare questa teoria fu il seguente: a due gruppi, chiamiamoli A e B, vennero dati due compiti diversi: A ne aveva uno che richiedeva una certa disciplina (ad esempio memorizzare una serie di numeri), mentre a B ne venne dato uno neutro. Successivamente ad entrambi i gruppi venne dato un compito che richiedeva forza di volontà: contrariamente a quanto si pensava fino ad allora, B portò a termine il compito molto meglio del gruppo A. &lt;b&gt;Beumeister aveva ragione&lt;/b&gt;. Furono fatti naturalmente molti altri esperimenti per confermare questa teoria, ma lascio a chi fosse interessato il piacere di leggerli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come risultato, fu coniato il termine &lt;b&gt;ego depletion&lt;/b&gt; (letteralmente &amp;quot;&lt;i&gt;esaurimento dell&#039;ego&lt;/i&gt;&amp;quot;) che descrive questo &lt;b&gt;&lt;i&gt;&amp;quot;stato di risorse diminuite che segue l&#039;esercizio dell&#039;autocontrollo&amp;quot;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. Scoprirono anche che l&#039;esaurimento non deriva semplicemente dalla noia o dalla convinzione di non essere abbastanza competenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, non importa da quale angolo si osservi la faccenda, il risultato è sempre il medesimo: &lt;b&gt;l&#039;autocontrollo è una risorsa limitata&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;b&gt;Allenare l&#039;autocontrollo&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;Esercitando l&#039;autocontrollo in modo continuato per lungo tempo, alla fine si esaurice come fosse un muscolo, &lt;b&gt;ma fortunatamente può essere allenato e potenziato proprio come fosse effettivamente un muscolo&lt;/b&gt;. Baumeister e altri hanno verificato l&#039;efficacia di alcune strategie:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&amp;quot;Proprio come l&#039;esercizio rende un muscolo più forte, ci sono prove che l&#039;esercizio regolare dell&#039;autocontrollo può miglorare la forza di volontà.&amp;quot;&lt;/b&gt; Studi mostrano che introducendo nella propria routine giornaliera qualche attività mirata che richiede disciplina (ad esempio l&#039;esercizio fisico), possono migliorare anche altre aree scorrelate.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&amp;quot;Quando le persone si aspettano di dover utilizzare autodisciplina in seguito, conterranno in modo più marcato le proprie performace nel presente.&amp;quot;&lt;/b&gt; Se distribuisci il lavoro pesante in più giorni, sarai in grado di concludere di più ad ogni seduta.  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&amp;quot;Le persone possono esercitare autodisciplina nonostate l&#039;esaurimento dell&#039;ego se l&#039;ostacolo è abbastanta alto.&amp;quot;&lt;/b&gt; Ma nonostante questo anche in presenta di autodisciplina non significa che la qualità del lavoro non possa scendere. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;In più, le seguenti attività o comportamenti si sono dimostrati validi nel &lt;i&gt;&amp;quot;moderare o contrastare gli effetti dell&#039;esaurimento dell&#039;ego&amp;quot;&lt;/i&gt;:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Essere in uno &lt;b&gt;stato emotivo positivo&lt;/b&gt; (ad esempio l&#039;umorismo)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Avere un &lt;b&gt;piano dettagliato&lt;/b&gt; prima di intraprendere un&#039;attività&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Incentivi monetari&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Rifornire l&#039;organismo di &lt;b&gt;glucosio&lt;/b&gt; (bevande e cibi dolci)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;b&gt;Conclusione&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;L&#039;autodisciplina è come un muscolo: sotto uso continuo a lungo andare si esaurisce. &lt;b&gt;Se sei una persona che si stanca facilmente di qualsiasi cosa stia facendo, allora è il caso di allenare questo muscolo&lt;/b&gt;. E&#039; utile cominciare a formarsi l&#039;&lt;a href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/10-Cambiare-abitudini.html&quot; title=&quot;Come cambiare abitudini.&quot;&gt;abitudine&lt;/a&gt; di svolgere alcuni piccoli compiti che richiedono autocontrollo ogni giorno, e con l&#039;andare del tempo ti scoprirai in grado di poterne esercitare sempre di più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il che è molto utile, soprattutto considerando l&#039;importanza dell&#039;&lt;a href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/14-Disciplina!.html&quot; title=&quot;Disciplina!&quot;&gt;autodisciplina&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;
 
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    <pubDate>Thu, 24 Jan 2008 21:37:00 +0100</pubDate>
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    <title>Gestione delle emozioni: personal boundary</title>
    <link>http://viasenzanome.com/archives/55-Gestione-delle-emozioni-personal-boundary.html</link>
            <category>Psicologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Manuel)</author>
    <content:encoded>
    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;!-- s9ymdb:49 --&gt;&lt;img width=&quot;354&quot; height=&quot;231&quot; src=&quot;http://viasenzanome.com/uploads/tortoise.jpg&quot; style=&quot;border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Foto di &lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/80415664@N00/&quot; title=&quot;nellring su Flickr.&quot;&gt;nellring&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una risorsa fondamentale che ho riscoperto recentemente e che sta facendo veramente la differenza: il &lt;i&gt;&lt;b&gt;confine personale&lt;/b&gt; &lt;/i&gt;(personal boundary). Potremmo pensare a questo confine come ad una specie di scudo che ti protegge dal mondo esterno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Quando questa difesa è debole, ci si fa influenzare troppo da fatti esterni&lt;/b&gt; e in definitiva il proprio stato psicologico è in completa balia del mondo esterno. Te ne puoi accorgere quando qualcuno riesce a &amp;quot;premere il pulsante giusto&amp;quot; e a farti arrabbiare in modo improvviso e irrazionale, oppure quando sei in preda all&#039;ansia per qualcosa che potrebbe o non potrebbe succedere in futuro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;D&#039;altra parte il concetto stesso di &lt;i&gt;sofferenza&lt;/i&gt; si può tradurre nell&#039;atto di tentare di controllare l&#039;incontrollabile&lt;/b&gt;, e avere un solido confine personale significa saper riconoscere quando un problema è al di fuori del tuo controllo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&#039;utilità del confine personale in definitiva è duplice:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Ti protegge dall&#039;esterno&lt;/b&gt;: non lasciare che qualcun altro possa influenzarti in modo negativo, riconosci che puoi scegliere se prendere quel commento sul personale o lasciare che scivoli via da te.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Impedisce di disperdere le tue energie&lt;/b&gt;: quando qualcosa è al di fuori del tuo controllo allora è perfettamente inutile che te ne preoccupi.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;Rinforzare il confine&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Tutti abbiamo dei &amp;quot;buchi&amp;quot; nei nostri confini psicologici, ma sarai felice di sapere che si possono riparare. &lt;b&gt;L&#039;unica cosa che occorre fare è essere coscienti di questi confini e operare per rafforzarli&lt;/b&gt;. Ora che hai un nome per definire questo concetto hai anche modo di concentrarti su di esso più facilmente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un poco alla volta ti accorgerai che &lt;b&gt;stabilendo delle regole su cosa può o non può attraversare il tuo confine personale, avrai assunto un certo controllo delle tue emozioni&lt;/b&gt;. Il che non è poco...&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Thu, 17 Jan 2008 17:08:30 +0100</pubDate>
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    <title>Alcuni modi per superare la depressione</title>
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            <category>Psicologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Manuel)</author>
    <content:encoded>
    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- s9ymdb:38 --&gt;&lt;img width=&quot;366&quot; height=&quot;284&quot; style=&quot;border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; src=&quot;http://viasenzanome.com/uploads/depression.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Foto di &lt;a title=&quot;Cristiane Sousa su Flickr.&quot; href=&quot;http://flickr.com/photos/cristianesousa/&quot;&gt;Cristiane Sousa&lt;/a&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il guaio con gli stati depressivi è che si assume una visione pessimistica e &lt;b&gt;si guardano gli eventi positivi senza vederli&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un buon modo per facilitare il recupero è tenere un &lt;a href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/17-Esperimento-diario-della-gratitudine.html&quot; title=&quot;Post sul diario della gratitudine&quot;&gt;diario della gratitudine&lt;/a&gt;, e poi tirarlo fuori quello che hai scritto quando serve. Quando non vedi gli eventi positivi, rileggiti quello che hai scritto quando li vedevi e concedi a te stesso di &lt;b&gt;ricordare il quadro generale&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un altro modo, dato che chi è depresso è molto incentrato su sè stesso e sui propri problemi (il più delle volte ingigantiti) è utile cercare di &amp;quot;&lt;b&gt;uscire dal bunker&lt;/b&gt;&amp;quot; e dare una mano a qualcuno. Magari chiamando un amico che non senti da tanto tempo, o magari aiutando la proverbiale vecchietta ad attraversare la strada. &lt;b&gt;Le azioni altruistiche ti fanno sentire bene&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per esempio per me questo blog adempie ad entrambi gli scopi (tra le altre cose) &lt;img src=&quot;http://viasenzanome.com/templates/default/img/emoticons/wink.png&quot; alt=&quot;;-)&quot; style=&quot;display: inline; vertical-align: bottom;&quot; class=&quot;emoticon&quot; /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Chi ha altre idee ed esperienze su come superare gli stati depressivi?&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;
 
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    <pubDate>Fri, 21 Dec 2007 16:27:00 +0100</pubDate>
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    <category>consapevolezza</category>
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<category>difficoltà</category>
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    <title>Come smettere di farsi le seghe mentali...</title>
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            <category>Psicologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Manuel)</author>
    <content:encoded>
    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- s9ymdb:35 --&gt;&lt;!-- s9ymdb:35 --&gt;&lt;img width=&quot;251&quot; height=&quot;360&quot; src=&quot;http://viasenzanome.com/uploads/unpleasant_fear.jpg&quot; style=&quot;border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Foto di &lt;a href=&quot;http://flickr.com/photos/violator3/&quot; title=&quot;Violator3 su Flickr.&quot;&gt;Violator3&lt;/a&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;...e godersi la vita&lt;/b&gt;. Così s&#039;intitola un famoso libro di &lt;a title=&quot;Il sito web di G. C. Giacobbe&quot; href=&quot;http://www.giuliocesaregiacobbe.org/&quot;&gt;Giulio Cesare Giacobbe&lt;/a&gt;, con il quale l&#039;autore fornisce soluzioni a problemi come ansia, fobie, depressione, insicurezza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Prof. Giacobbe, psicologo e dottore in filosofia, ha conseguito il &lt;a title=&quot;Cos&#039;è un PhD?&quot; href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/PhD&quot;&gt;PhD&lt;/a&gt; (l&#039;equivalente del nostro dottorato di ricerca) in Psicologia e &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Counseling&quot; title=&quot;Cos&#039;è il counseling secondo wikipedia.&quot;&gt;Counseling&lt;/a&gt; Psicoanalitico alla Pneumiatric University in California, USA. Ha inoltre creato la &lt;i&gt;psicoterapia evolutiva&lt;/i&gt; di cui probabilmente parlerò in futuro, con la quale è possibile curare le nevrosi non traumatiche. Attualmente tiene il corso di &lt;i&gt;Fondamenti delle Discipline Psicologiche Orientali&lt;/i&gt; all&#039;università di Genova: infatti si vede chiaramente nel suo lavoro l&#039;influenza di tecniche orientali (quali lo Yoga e la meditazione Zen).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tornando al tema del post, secondo Giacobbe&lt;b&gt; le seghe mentali non sono altro che pensieri non attinenti alla realtà&lt;/b&gt; e fornisce anche un esempio emblematico: &lt;i&gt;&amp;quot;Se una sta chiusa in casa tutto il giorno a macerarsi il cervello pensando a come sarà difficile la vita per lei e come farà a trovarsi un lavoro e poi come farà con il matrimonio che già non sa neppure se è adatta al matrimonio, lei, e poi i figli oddio i figli sì li vorrebbe ma ce la farà poi a tirarli su come si deve e se poi si drogano o diventano delinquenti?&amp;quot;&lt;/i&gt;. Un esempio ancora più rappresentativo e divertente è questa &lt;a title=&quot;Belinata.&quot; href=&quot;http://www.nonsolotigullio.com/belinate/index.php?IDpagina=107&quot;&gt;barzelletta&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quando desideri qualcosa che probabilmente avrai tra breve e cominci a farti un sacco di &amp;quot;film mentali&amp;quot;, poi quando per qualche motivo scopri di non poterla avere ci rimani molto male. Questo pensavo ultimamente, cercando la causa di questa delusione e se fosse possibile evitarla, magari &lt;b&gt;affrontando la realtà serenamente&lt;/b&gt;. Alla fine mi è venuto in mente il libro di Giacobbe che parla proprio della causa di questi e molti altri problemi che stavo cercando: tutto nasce quando la tua mente vaga in una sorta di &amp;quot;realtà parallela&amp;quot; invece che in quella vera.&lt;/p&gt;&lt;h5&gt;La soluzione?&lt;/h5&gt;&lt;p /&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Essere presenti nella realtà in ogni momento della nostra vita, diventare osservatori dei nostri pensieri. Godersi la realtà per quello che ci offre, e non soffrire cercando quello che non c’è.&lt;/b&gt; Se la tua attenzione è al qui e all&#039;adesso, se sei &lt;i&gt;consapevole&lt;/i&gt; di cos&#039;hai dentro e fuori, puoi osservare il flusso dei pensieri come si osserva un fiume che scorre e poter finalmente &lt;b&gt;vivere ciò che è, non come te lo immagini&lt;/b&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p /&gt; 
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    <pubDate>Thu, 13 Dec 2007 19:33:30 +0100</pubDate>
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    <title>Il software della mente</title>
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            <category>Psicologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Manuel)</author>
    <content:encoded>
    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;!-- s9ymdb:32 --&gt;&lt;img width=&quot;376&quot; height=&quot;276&quot; src=&quot;http://viasenzanome.com/uploads/matrix.jpg&quot; style=&quot;border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Foto di &lt;a href=&quot;http://flickr.com/photos/bobloo17/&quot; title=&quot;Pixelsior su Flickr.&quot;&gt;Pixelsior&lt;/a&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Il successo, un atteggiamento vincente, una vita felice e degna di essere vissuta sono il risultato di un&#039;evoluzione personale di cui fa parte anche la corretta programmazione della propria &lt;a title=&quot;Creare la propria realtà manipolando la propria struttura cognitiva.&quot; href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/5-Creare-la-propria-realta.html&quot;&gt;struttura cognitiva&lt;/a&gt;. Il giusto &lt;i&gt;frame mentale&lt;/i&gt;, cioè l&#039;insieme delle nostre convinzioni, attitudini e abitudini sono il terreno fertile dal quale può nascere il successo in tutte le sue forme e in definitiva la piena realizzazione di sè.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Potremmo assimilare la nostra mente ad un computer (hardware) sul quale opera un sistema operativo e un insieme di programmi (software) che assolvono a delle funzioni. Ma &lt;b&gt;come in un computer reale, ci possono essere programmi utili e programmi difettosi&lt;/b&gt;: un programma utile utilizza in modo efficiente le nostre risorse mentali e fisiche, evitando sprechi e malfunzionamenti; un programma difettoso al contrario sarà più un impedimento che un aiuto, inefficiente e pieno di errori che portano a risultati inaspettati e in alcuni casi anche deleteri.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La funzione della mente è quella di registrare, analizzare, confrontare e catalogare eventi. Queste attività sono frutto delle tue convinzioni ed esperienze, cioè dei&lt;b&gt; programmi che in modo più o meno inconsapevole influenzano le tue azioni e i tuoi pensieri&lt;/b&gt;. Ad esempio, mia nonna sarebbe perfettamente in grado di imparare ad usare un cellulare, ma in sè ha la convinzione di non potercela fare perciò rinuncia ancora prima di provarci. Questa convinzione influenza le sue azioni e gli impedisce di fare qualcosa che è perfettamente alla sua portata: ecco un esempio di programma difettoso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In effetti, il processo di evoluzione personale comprende la sostituzione delle&lt;b&gt; convinzioni limitanti&lt;/b&gt; che per un motivo o per l&#039;altro abbiamo acquisito, con delle &lt;b&gt;convinzioni potenzianti&lt;/b&gt; (prendendo in prestito dei termini dalla &lt;a title=&quot;Informazioni sulla PNL.&quot; href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Programmazione_neuro_linguistica&quot;&gt;PNL&lt;/a&gt;): un insieme di &amp;quot;programmi&amp;quot; che Napoleon Hill identifica con l&#039;&lt;i&gt;atteggiamento mentale positivo&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il cervello è un potentissimo calcolatore che si auto-programma e cambia la propria struttura interna (le connessioni neurali) a seconda di come viene usato, ecco perchè programmarlo correttamente è così importante: programmalo bene e sarà lo strumento della tua vittoria, programmalo male e sarà la tua condanna per &lt;i&gt;&amp;quot;una vita di quieta disperazione&amp;quot;&lt;/i&gt; (Henry David Thoreau). La buona notizia è che queste convinzioni possono essere cambiate: &lt;b&gt;tu puoi programmarti per il successo.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come? &lt;b&gt;Raccogli, ripulisci, rifinisci, adatta e assimila i programmi potenzianti dalle persone che hanno raggiunto alte vette di realizzazione nella loro vita.&lt;/b&gt; Scopri qual&#039;è il loro atteggiamento nei confronti della vita, cosa fanno e perchè; scopri cosè che gli ha permesso di impiegare tutte le proprie risorse in modo efficiente verso uno scopo e di raggiungerlo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alcuni esempi potrebbero essere:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;concentrarsi sul fine, non sul mezzo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;una volta che si ha chiaro in mente lo scopo, lavora instancabilmente per raggiungerlo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;c&#039;è del buono in ogni situazione&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;La realizzazione è funzione di conoscenza e azione che nascono da un buon frame mentale.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Mon, 10 Dec 2007 21:32:47 +0100</pubDate>
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    <title>Fidati del tuo intuito!</title>
    <link>http://viasenzanome.com/archives/25-Fidati-del-tuo-intuito!.html</link>
            <category>Psicologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Manuel)</author>
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    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;!-- s9ymdb:28 --&gt;&lt;img width=&quot;196&quot; height=&quot;285&quot; style=&quot;border: 0px none ; float: left; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; src=&quot;http://viasenzanome.com/uploads/Iceberg.jpg&quot; /&gt;Indubbiamente il pensiero razionale, la coscienza di sè e la capacità di concepire piani d&#039;azione sono alcune cose che ci distinguono come esseri umani, e che abbiamo utilizzato per realizzare un&#039;infinità di opere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma &lt;b&gt;certe volte le persone rimangono impantanate nella ragione&lt;/b&gt;: sovra-analizzano, rimangono intrappolate nel passato oppure paralizzano i propri pensieri verso ciò che deve ancora verificarsi. Tutte &lt;b&gt;queste forme di eccessiva razionalizzazione non fanno altro che consumare completamente le limitate capacità di attenzione della mente&lt;/b&gt;, portando verso vere e proprie patologie come depressione o ansia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#039;intuito può essere pensato come l&#039;opposto della razionalità: &lt;b&gt;mentre la razionalità è ragionamento cosciente, l&#039;intuito è ragionamento sub-cosciente&lt;/b&gt;. Questo tipo di ragionamento ha luogo in ogni momento, e prende parte in ogni decisione complessa, anche se non ce ne rendiamo conto.&lt;b&gt; In realtà, non tutto ciò che influenza le nostre azioni e decisioni è disponibile a livello cosciente&lt;/b&gt; (basti pensare a quando incontriamo per la prima volta qualcuno e ce ne formiamo immediatamente una prima impressione, senza pensarci).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo che quando lessi le definizioni di conscio e inconscio secondo Freud, a fianco della spiegazione c&#039;era una figura: in essa c&#039;era disegnato un iceberg, in cui la parte che emergeva dall&#039;acqua (intorno al 10% della massa globale) corrispondeva al conscio, mentre quella sott&#039;acqua all&#039;inconscio (che è al di fuori del controllo diretto della mente cosciente e corrispondeva più o meno al 90% delle facoltà mentali a nostra disposizione). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragione è l&#039;intuito sono due strumenti a nostra disposizione, che se usati entrambi possono darci moltissimo. Perciò non aver paura e &lt;b&gt;fidati del tuo intuito!&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Tue, 04 Dec 2007 18:40:00 +0100</pubDate>
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    <category>conoscenza</category>
<category>inconscio</category>
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    <title>Introversi: il coraggio di essere sè stessi</title>
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            <category>Psicologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Manuel)</author>
    <content:encoded>
    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;!-- s9ymdb:24 --&gt;&lt;img style=&quot;border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px; width: 369px; height: 172px;&quot; src=&quot;http://viasenzanome.com/uploads/solitary_sunset.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Foto di &lt;a title=&quot;virtualsugar su Flickr.&quot; href=&quot;http://flickr.com/photos/virtualsugar/&quot;&gt;Monica&#039;s Dad&lt;/a&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Torno ancora una volta a parlare di introversione e di come questo orientamento influenzi le relazioni sociali perchè credo sia un argomento trascurato dai più che magari dovrebbero o vorrebbero interessarsene.&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quelli che appartengono a questa categoria (introversi) tendono a &lt;i&gt;subire&lt;/i&gt; il proprio modo di essere invece che &lt;i&gt;esprimerlo. &lt;/i&gt;&lt;b&gt;Accettare il proprio carattattere e agire di conseguenza significa sentirsi finalmente liberi di essere sè stessi&lt;/b&gt; senza la paura del giudizio degli altri. La domanda fondamentale da porti è questa: perchè quando sto in mezzo alla gente mi sento in qualche modo &amp;quot;legato&amp;quot; e incapace di esprimermi? &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quello che ho imparato è che &lt;b&gt;questa sensazione di inadeguatezza non scaturisce dall&#039;introversione in sè&lt;/b&gt;, ma dalle pressioni sociali esterne. Se da introverso trovi che il tuo stato naturale, in cui stai confortevolmente, è l&#039;introspezione, allora perchè in mezzo alla gente a volte ti senti a disagio? &lt;b&gt;Il tutto nasce dal volerti forzare a interagire quando non ne senti il bisogno&lt;/b&gt; solo &amp;quot;perchè è giusto così&amp;quot;. Sforzarti continuamente di fare qualcosa che non ti senti di fare, ha come unico risultato quello di farti sentire frustrato e di esaurire le tue energie prima ancora che tu possa usarle in maniera costruttiva.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La soluzione? &lt;b&gt;Non nuotare controcorrente, seguila!&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Quando non senti il bisogno di interagire, non farlo. &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Le persone che ancora non ti conoscono potrebbero pensare che sei scortese (suggerimento: accade meno spesso di quanto pensi), allora spiegagli che non è così.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Ho notato che quando mi lascio libero di essere quello che sono, spesso mi concedo di starmene pensosamente (e piacevolmente) per i fatti miei, e quando mi viene voglia di compagnia divento molto socievole. 
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    <pubDate>Tue, 27 Nov 2007 14:11:56 +0100</pubDate>
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    <category>accettare</category>
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    <title>Esperimento: diario della gratitudine</title>
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            <category>Psicologia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Manuel)</author>
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    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- s9ymdb:23 --&gt;&lt;img src=&quot;http://viasenzanome.com/uploads/gratitude_diary.jpg&quot; style=&quot;border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px; width: 360px; height: 300px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;Foto di &lt;a href=&quot;http://flickr.com/photos/kiwanja/&quot; title=&quot;kiwanja su Flickr.&quot;&gt;kiwanja&lt;/a&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;La gratitudine rende più felici.&lt;/b&gt; Questo è quello che hanno verificato sperimentalmente il Dr. Michael McCollough, della Southern Methodist University di Dallas, e il Dr. Robert Emmons della University of California di Davis. Hanno condotto un esperimento denominato &lt;i&gt;Research Project on Gratitude and Thanksgiving&lt;/i&gt;, nel quale hanno studiato diverse centinaia di persone: divise in tre gruppi, hanno tenuto un diario giornaliero secondo le indicazioni dei ricercatori. Il primo gruppo doveva scrivere nel diario semplicemente gli eventi accaduti nella giornata, il secondo annotare le cose spiacevoli, mentre l&#039;ultimo gruppo doveva scrivere una lista delle cose piacevoli accadute di cui erano grati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il risultato dello studio condotto ha rivelato che &lt;b&gt;esercitarsi quotidianamente nella gratitudine comporta un incremento del livello di consapevolezza, entusiasmo, determinazione, ottimismo ed energia&lt;/b&gt;&lt;i&gt;.&lt;/i&gt; In più, il terzo gruppo ha sperimentato minori livelli di depressione e stress, una maggiore attitudine ad aiutare gli altri, abitudini di esercizio più regolari e maggiori progressi verso gli obbiettivi personali. Secondo i risultati, le persone che esercitavano la gratitudine si sentivano anche più amate. Un effetto ancora più positivo è che la gratitudine incoraggia un circolo virtuoso di gentilezza reciproca tra persone: &lt;b&gt;l&#039;atto del ringraziare ne incoraggia un altro&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In pratica, chiunque può ottenere questi benefici per il proprio benessere e i positivi effetti sociali per il solo fatto di elencare le cose per cui si è grati, le vittorie e i fatti positivi accaduti durante la giornata. Questa lista può essere un vero e proprio diario, o anche solo una lista compilata mentalmente la sera, prima di coricarsi.  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questo è uno dei tanti modi per modificare la propria &lt;a title=&quot;Creare la propria realtà manipolando la propria struttura cognitiva.&quot; href=&quot;http://viasenzanome.com/archives/5-Creare-la-propria-realta.html&quot;&gt;struttura cognitiva&lt;/a&gt; e addestrarsi a coltivare una visione del mondo positiva.&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Mon, 26 Nov 2007 19:02:00 +0100</pubDate>
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